- Le “vittime dimenticate” del regime nazista -
TriangoloViola

Detlef Garbe
Resistenza motivata dalla fede
La persecuzione dei Testimoni di Geova in Germania e in Austria sotto il regime nazista.


In questo saggio lo storico Garbe sintetizza la persecuzione dei testimoni di Geova sotto il dominio nazista in Germania ed in Austria.

Altri articoli di Garbe sono presenti nelle seguenti pagine:   Garbe - Historik

Detlef Garbe



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Dr. Detlef Garbe, nato nel 1956 a Gőttingen, studia Storia, Teologia  Evangelica e Pedagogia all’Università di Amburgo. Nel 1989 Tesi di Laurea “Tra Resistenza e Martirio: I Testimoni  di Geova nel Terzo Reich”. Dal 1989 Collaboratore presso il Museo di Storia Amburghese, Direttore del Memoriale del campo di concentramento Neuengamme.

Pubblicazioni: “Es begann in Hiroshima (Iniziò a Hiroshima)” – La storia dei bombardamenti sul Giappone  nel 1945;  Bornheim-Merten 1982 (insieme a Brigitte Drescher):  I memoriali per le vittime del terrore nazista , i campi di concentramento dimenticati della Repubblica Federale, Bornheim- Merten 1983. Tra Resistenza e Martirio: I Testimoni di Geova  nel “Terzo Reich”, Monaco 1993.

    
La storia della persecuzione dei Testimoni di Geova in Germania e in Austria  sotto il regime nazista  tocca tantissimi aspetti, per cui questo tema non può  essere trattato esaurientemente nei limiti ristretti del nostro discorso. La nostra panoramica trasmetterà in breve un’idea generale.

    La comunità dei testimoni di Geova , che oggi conta  oltre cinque milioni di credenti,  vanta una storia di centoventicinque anni. Il suo fondatore era il commerciante e predicatore Charles Taze Russell; nel 1874 si separò dagli avventisti e rivelò che Cristo sarebbe tornato in maniera invisibile  agli uomini per stabilire tra breve sulla terra il “Millennio” promesso. Partendo da Pittsburgh (Pennsylvania) il Messaggio di Russell, pubblicato a partire dal  1879 nella rivista “La Torre di Guardia “, si diffuse negli anni novanta anche sul continente europeo ed in modo particolare in Germania. Dal 1879 “La Torre di Guardia” (“Der Wachtturm”) fu pubblicata in lingua tedesca, e poco dopo fu fondato il primo dipartimento di zona  a Elberfeld. In Austria invece dapprima questo  nuovo insegnamento  non riuscì ad affermarsi; prima del 1914 nella Monarchia  sul Danubio vi erano solo pochissimi abbonati alla rivista Torre di Guardia. In Germania invece si formò entro pochi anni la sezione più numerosa  dopo quella degli Stati Uniti. Alla fine della prima guerra mondiale,  l’Organizzazione  Internazionale degli Studenti Biblici  (IBV) – come era allora  chiamata – contava 4.000 proclamatori distribuiti in circa 100 congregazioni. A causa del crescente numero di obiettori di coscienza nelle loro file le autorità statali ed ecclesiastiche cominciarono ad accorgersi di loro. 1

    Da allora i Bibelforscher, aumentati  entro  il 1926  fino a 22.535 aderenti,  sono stati attaccati dal clero che si sentiva obbligato  a combattere  il diffondersi delle  “sette”, e in seguito anche dai nazionalsocialisti. Il principale motivo dell’attacco era l’annuncio  della battaglia finale chiamata “Harmaghedon”, che avrebbe  causato  la fine del “vecchio mondo”  basato sulle tre superpotenze “Politica,  Capitale e  Chiesa”. Inoltre non era gradita la dottrina dell’uguaglianza di tutte le razze, la simpatia per il movimento sionista considerato segno del tempo della fine e inoltre il ruolo “guida”degli Stati Uniti nella direzione del movimento. La campagna dei Bibelforscher contro “l’Impero mondiale satanico della falsa religione”, l’accusa  violenta rivolta al papa e al clero nel volantino  diffuso in modo capillare negli anni 1924/25 in milioni di esemplari non faceva che contribuire all’inasprimento del conflitto e a sfidare l’apologetica del clero.

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      E’ comprensibile che  le autorità ecclesiastiche fossero scandalizzate dall’interpretazione dei Bibelforscher  che videro nel clero della cristianità un  marchingegno di Satana per allontanare  gli uomini dal “vero cristianesimo”, cioè dall’associazione dei Bibelforscher. Negli anni venti il conflitto si inasprì.  Propaganda e contropropaganda  dominarono la scena.

     Durante la presidenza del secondo presidente dell’associazione dei Bibelforscher, il giudice Joseph Franklin Rutherford,   ebbero luogo importanti cambiamenti. Menzioniamo la formazione di un ordine teocratico,  la pretesa del corpo direttivo della “Watch Tower” di “parlare sotto la guida e sotto il potere dell’Altissimo” (Rutherford) e la dottrina  che i cristiani  devono essere sottoposti solo all’autorità divina, e non – come dice il 13 capitolo della lettera ai Romani – alle autorità governative dello Stato. Questo punto di vista aumentò il risentimento degli avversari politici.

      I nazionalsocialisti, che aumentavano di numero durante la fine degli anni venti,  sottolineavano la vicinanza al giudaismo e  vedevano  nei Bibelforscher “i pionieri del bolscevismo ebraico”, da combattere senza tregua. 2  L’opposizione della chiesa e l’istigazione da parte dei circoli antisemitici riuscirono a proibire la letteratura dei Bibelforscher in alcuni distretti della Germania, sia nella Baviera cattolica che nel Wűrttemberg  protestante , già nel 1931, dunque prima dell’arrivo al potere dei nazisti. Nel 1931 la comunità aveva  accettato il nome “Testimoni di Geova”, ma in Germania – con 25.000 “proclamatori” la  sezione più numerosa dopo gli Stati Uniti – si usò ancora a lungo  la denominazione “Bibelforscher”.

     Nella fase dell’“Austrofascismo” il piccolo ramo austriaco della Watch Tower Society- aggredito negli anni venti dalla chiesa cattolica- dovette subire anche sanzioni da parte dello Stato. Dopo la revoca della costituzione nel marzo 1933  sotto il governo Dollfuss, la letteratura dei Bibelforscher venne censurata. Sotto il cancelliere Schuschnigg la repressione  si intensificò. In un primo tempo i testimoni di Geova  riuscirono ad appellarsi  a una sentenza  avversa espressa il 10.9.1934  dal Commissariato per la Sicurezza a Vienna, rivolgendosi al Cancelliere della Repubblica, ma un nuovo divieto datato 17.6.1935  fu dichiarato valido dalla corte  giudiziaria il 7.2.1936.  A differenza di quanto sarebbe successo dopo l’annessione dell’Austria alla Germania,  le misure restrittive di allora risultavano solo nella confisca di  letteratura  e di brevi  arresti.

      Poche settimane dopo l’avvento al potere dei nazisti in Germania, i testimoni di Geova furono interdetti in tutte le regioni. Il 10 aprile 1933 in Mecklenburg-Schwerin, tre giorni dopo in Baviera, il 18 aprile in Sassonia , il 24 giugno in Prussia.  La ragione per la rapida presa di misure contro  i testimoni di Geova  non era solo il fatto che erano considerati nemici dello Stato nazista, ma anche la volontà di  un regime non ancora fermamente stabilito di accordarsi  con le due chiese maggiori. Lo Stato combatteva “il movimento scellerato dei Bibelforscher” con l’ aiuto di rappresentanti delle chiese. Anzi, – e qui abbiamo a che fare con le pagine più oscure della storia della chiesa  -alcuni  parrochi e pastori incitarono i loro fedeli a fare le spie  per la Gestapo, denunciando i Testimoni di Geova. 3

      La filiale tedesca della “Società Torre di Guardia” a Magdeburgo  fece dei tentativi per venire ad un accordo con le autorità al potere. Il corpo direttivo  cercava di avvalersi di tutte le possibilità giuridiche per creare una base legale [pagina 13] che potesse garantire l’esistenza futura dell’associazione dei Bibelforscher in Germania e per salvare il capitale della Società Torre di Guardia, che era dichiarata Proprietà straniera. Una certa importanza va attribuita a una risoluzione composta da Rutherford,  presidente della  Watch Tower,  adottata dai 7.000 Testimoni di Geova presenti il 25 giugno 1933 – dunque poco tempo prima della  repressione in Prussia -a un congresso  tenuto a Berlin Wilmersdorf. Questa dichiarazione  si propose di convincere i politici degli obiettivi puramente religiosi e apolitici dei Testimoni e della  infondatezza  delle accuse di “ostilità nei confronti dello Stato”, e per questo scopo si avvalsero per  ragioni tattiche di un linguaggio che  sottolineava una certa affinità  di  argomenti  in comune con i nuovi governanti, come per esempio la polemica contro “Gli  Ebrei gestori del commercio nell’impero anglo-americano”.4  Anche la fondazione di due nuovi enti giuridici, cioè dell’”Associazione degli Studenti Biblici della Germania del Nord”, con sede in Amburgo, e dell’“Associazione degli Studenti Biblici della Germania del Sud” con sede a Stoccarda, che doveva sostituire l’espressione “Associazione Internazionale degli Studenti Biblici” che era sospetta ai nazisti,  nella corrispondenza di allora fu  chiamata un “Adattamento alla situazione vigente in Germania”.5 Ma fu tutto inutile, per la dottrina dei testimoni di Geova non vi era alcun posto nella Germania nazionalsocialista.

      La maggioranza dei testimoni di Geova  non si sottometteva  alla proscrizione della loro comunità. Nell’agosto del 1933  il Presidente Rutherford, per non ostacolare le trattative in corso appoggiate dal Console Americano e dal Foreign Office, aveva proposto alle congregazioni locali di sospendere temporaneamente la  loro attività e di attenersi alle regole amministrative, ma molti Testimoni continuarono a predicare pubblicamente e la polizia dovette intervenire. Alla fine del 1933 anche  la Centrale di Brooklyn  si convinse che le trattative con la Germania erano destinate al fallimento. I membri della filiale tedesca invece tentarono fino al 1935 di  ottenere  almeno parziali agevolazioni.

      Le richieste del Regime nazista erano incompatibili con i principi  dei fedeli Testimoni di Geova. Lo Stato richiedeva ubbidienza incondizionata e non permetteva punti di vista diversi. I testimoni di Geova  si rifiutavano di salutare con “Heil Hitler”, perché secondo loro il Heil, cioè la salvezza,  poteva venire solo da Dio.  Si rifiutavano di partecipare ad atti patriottici  a favore dello Stato, come votazioni e plebisciti, o di  iscriversi al partito  nazista. Molti Testimoni di Geova si rifiutavano anche di fare parte della “Deutsche Arbeitsfront” (lavoratori tedeschi) e in seguito persero il loro  posto di lavoro. Testimoni alle dipendenze dello Stato, delle Poste o delle Ferrovie furono licenziati dopo la legge del 7 aprile 1933, emanata per il “Ripristino dell’ordine dei funzionari”. Negli anni seguenti, il rifiuto di fare partecipare i figli al movimento della gioventù hitleriana fece perdere ai genitori il diritto di educare la loro prole, e in centinaia di casi i figli furono tolti ai genitori. 6

     Nel settembre del 1934 Rutherford incoraggiò i testimoni di Geova  della Germania a riunirsi il 7 ottobre nei loro  luoghi di adunanza e di riprendere gli studi della Bibbia e l’opera di predicazione nella pericolosa forma del “servizio di casa in casa”. La stessa sera del 7 ottobre 1934 si riunirono anche tutte le congregazioni all’estero. Nei giorni successivi,  alla Cancelleria del Reich arrivarono da tutte le parti del mondo migliaia di telegrammi di protesta  indirizzati a Hitler con le seguenti parole: “Il Suo maltrattamento dei testimoni di Geova  scandalizza tutte le persone oneste e  disonora il nome di Dio. Smetta di perseguitare i testimoni di Geova , altrimenti Dio distruggerà Lei e il Suo partito nazista.” 7

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    Da questo momento in poi più di 10.000 testimoni di Geova  tedeschi continuarono  il loro “servizio di campo”e le altre attività missionarie e continuarono  a tenere le loro adunanze . Le congregazioni  cominciarono ad usare metodi adatti alla  clandestinità. Si mantenevano  in collegamento fra di loro e con i fratelli all’estero, e per mezzo di corrieri  contrabbandavano la letteratura;  producevano segretamente la loro “Torre di Guardia”  per  tutte le congregazioni del Reich .  Sia la Gestapo, sia gli organi di giustizia agirono in maniera sempre più intransigente nei confronti dei Testimoni di Geova. Tribunali speciali condannarono migliaia di Testimoni di Geova a pene di detenzione di diversi mesi.

     La maggior parte della comunità non si fece intimidire. Nei mesi di agosto e settembre del 1936 molti funzionari e capi dell’organizzazione furono  messi in prigione, ma ciò nonostante il lavoro clandestino fu riorganizzato, questa volta tramite il lavoro illegale di molte donne. La reazione alla intensificazione della repressione  e alla morte in prigione di almeno diciassette Testimoni, fu  un aumento dell’opera clandestina. Nel 1936/37 consegnarono alla popolazione dei volantini di protesta contro la limitazione della libertà religiosa. In molti luoghi della Germania furono distribuiti simultaneamente nelle cassette delle lettere, sotto gli zerbini, sulle panche nei parchi volantini che incolpavano  il governo di Hitler di”persecuzione di cristiani”. La più estesa di queste campagne ebbe luogo in tutto il Reich domenica, 20 giugno 1937, tra le ore 12 e le 13 . Furono consegnate decine di migliaia di esemplari di una “Lettera Aperta indirizzata al popolo tedesco che ama Cristo e la Bibbia” (probabilmente si trattò allora della più grande distribuzione di volantini in assoluto). Indicando nomi e indirizzi di ufficiali della Gestapo , furono denunciati casi di maltrattamenti  ai testimoni di Geova . 8

     Questa distribuzione della “Lettera Aperta” era per i nazisti la prova di una campagna sovversiva, “come la si può trovare soltanto in volantini  di ebrei emigrati o nella stampa sobillatrice comunista”.9 Così in seguito i metodi della Gestapo per combattere i testimoni di Geova diventarono ancora più duri. La centrale berlinese della Gestapo gestiva un reparto speciale per la loro persecuzione.

        Una seconda ondata di arresti  nell’autunno del 1937 fece soccombere l’attività dei testimoni di Geova in tutto il Reich, e nel 1938/39 non esistette più  alcuna attività organizzata.

      In Austria i testimoni di Geova  erano ormai proscritti sin dal 1935 e dunque erano già illegali quando le truppe tedesche passarono la frontiera  il 12 marzo 1938. Essi  si erano già preparati alla repressione e persecuzione. Alla fine d’agosto del 1937 tennero a Praga un Congresso al quale parteciparono circa 200 rappresentanti della  IBV austriaca . Il gruppo austriaco era molto più piccolo di quello tedesco che vantava 550 – 600 partecipanti. Volendo imparare dalle esperienze in Germania, dove molti arresti si verificarono per mancanza di prudenza, i collaboratori della centrale europea di Berna diedero istruzioni utili per l’attività clandestina. 10

      In attesa degli avvenimenti futuri la Watch Tower Society vendette nei primi di  marzo del 1938 il suo edificio a Vienna in Pouthongasse12 , dove sin dal 1923 aveva sede la filiale austriaca. In seguito il responsabile di zona lasciò il paese per recarsi in Svizzera – forse dietro ordine della centrale Watch Tower. Un collaboratore dell’ufficio viennese, il 52enne rappresentante August Kraft,  condusse la sezione austriaca degli IBV nell’attività clandestina.  [ pagina 15]
Kraft mise in pratica le istruzioni per il lavoro clandestino ricevute nell’anno precedente a Praga. Le congregazioni furono divise, rimpicciolite e le adunanze programmate sempre in luoghi diversi, per esempio in parchi e giardini. August Kraft  teneva in prima persona i contatti con i responsabili delle singole congregazioni. Per questa ragione si trovava continuamente in viaggio tra Klagenfurt, Innsbruck e Vienna.  Si occupava anche personalmente della distribuzione clandestina di letteratura. Dopo l’annessione dell’Austria i fratelli svizzeri portarono esemplari della “Torre di Guardia” e altri scritti di contrabbando  nel Vorarlberg. A Vienna, dove abitavano tre quarti dei Bibelforscher austriaci, la Torre di Guardia veniva riprodotta su una fotocopiatrice rudimentale. Come in Germania, anche in Austria molte donne erano attive in questo settore.

      I Testimoni di Geova  austriaci svolgevano un’attività frenetica. Il numero degli attivi era  perfino più alto di quello dei fratelli  in Germania, dove  dopo l’ascesa al potere dei nazisti solo 1 su 2 partecipava alle attività  clandestine. La ragione potrebbe essere  il fatto che  già negli anni 20 nella cattolica Austria si dovevano affrontare  delle difficoltà e subire l’ostracismo della società. I Testimoni di Geova in Austria rappresentavano un gruppo deciso e disposto all’abnegazione.

      In seguito agli arresti dell’ Aprile 1939 , in data 25 maggio 1939 fu arrestato a Vienna anche il responsabile del ramo austriaco, August Kraft. Benché il lavoro clandestino fosse fatto in grandissima parte da lui, la sezione IVB si riprese relativamente presto da questo colpo. Kraft aveva già in anticipo consultato  l’ufficio di Berna e designato come successore il 47enne commerciante Viennese Peter Gölles. La sua bottega divenne centro dell’attività illegale in Austria. Di notte si stampava la Torre di Guardia,  di giorno la si imballava in carta da salame o nascosta nei sacchetti della verdura data ai “clienti” che operavano da corrieri.  Contrariamente a Kraft, che era  di continuo in viaggio, Gölles continuò la sua doppia esistenza. Per i viaggi si mise a disposizione il commerciante berlinese Ernst Bojanowski, che era fuggito nell’anno precedente dalla Germania all’Austria. Bojanowski distribuiva alle congregazioni nelle diverse zone del paese gli scritti stampati a Vienna e incoraggiava i fratelli  alla collaborazione. Oltre a lui, un altro Testimone tedesco  partecipava all’attività clandestina in Austria. Mentre Bojanowski era responsabile della distribuzione, un certo Ludwig Cyranek si occupava insieme alla Testimone Viennese Anna Voll della produzione della Torre di Guardia e di altri scritti  dei Bibelforscher, come  la ristampa del libro “Fascismo o Libertà”, basato su un discorso del Presidente Rutherford tenuto il 2 ottobre 1938 a New York. 11 

    
Nell’ottobre del 1939 la Gestapo  riuscì di nuovo ad arrestare molti testimoni di Geova . Il collegamento con l’Ufficio di Berna  divenne sempre più difficile. Anche l’infiltrazione di copie della Torre di Guardia via Bratislava (Slovacchia) si rese difficile. Infine  si riuscì a introdurre diapositive di articoli della Torre di Guardia  dall’Italia. Una Testimone
*residente in Tirolo  si occupava della riproduzione e della distribuzione.

     Intorno al 1939/40 Ernst Bojnowski, Anna Voll e Ludwig Cyranek avevano lasciato Vienna per coordinare le attività dell’ IBV in Germania. Peter Gölles,  a capo dell’opera in Austria da mezz’anno,  (pagina 16) fu arrestato il 12 giugno 1940 nel corso di un’“Azione di Stato” insieme a 44 altri Bibelforscher.12  In seguito alle due ondate di arresti dell’ottobre 1939 e del giugno 1940 l’organizzazione clandestina dei testimoni di Geova  austriaci era distrutta. Come prima in Germania, ora anche qui esistevano solo piccoli gruppi di intrepidi che comunque  cercarono di tenere le adunanze in ambiti più ristretti.

     In stretto contatto con l’ufficio centrale di Berna, negli anni 1941/42 Narciso Riet, nato a Mülheim/Ruhr, si occupò della riorganizzazione del lavoro clandestino in Austria. Riet, prendendosi cura anche di gruppi in Cecoslovacchia e nella Germania  Occidentale e Meridionale, coordinò il traffico clandestino di letteratura tra i diversi detenuti nei campi di concentramento. Scoperto dalla Gestapo, fuggì in Italia. Da Cernobbio, sul lago di Como, mantenne i rapporti con l’Austria. Alla fine del 1943 la Gestapo lo arrestò. Finalmente il Comandante per la Sicurezza del Reich  poteva  dichiarare che “L’uomo responsabile  del rapporto illegale tra la IBV tedesca e  la centrale di Berna  è stato eliminato” (Rapporto RSHA del 21.4.1944) Riet  fu mandato a Dachau e morì nel 1945.

   
Le autorità governative agivano con grande crudeltà. Le nuove leggi contro il “sovvertimento delle forze armate” stabilivano  due o tre anni  di penitenziario13  e in seguito il trasferimento in un campo di concentramento. Alcuni testimoni di Geova  invece furono mandati al campo perfino senza alcun tipo di processo.

     Dalla metà degli anni 30 i campi di concentramento si riempirono di testimoni di Geova. 14 Essi formavano un gruppo compatto che si distingueva dagli altri detenuti. Il loro comportamento inflessibile procurava loro l’odio delle SS, che tentavano di piegarli con  maltrattamenti crudeli. A volte i testimoni di Geova  furono completamente isolati dagli altri detenuti.

     All’inizio della guerra  la SS tentava con  ferocia bestiale di costringerli a prendere le armi. Il 15 settembre 1939 il 39enne testimone di Geova August Dickmann fu fucilato sulla piazza del campo di concentramento di Sachsenhausen davanti agli occhi di tutti i detenuti a causa del suo rifiuto di prendere  le armi. Questa prima esecuzione pubblica in un campo di concentramento costituiva un  precedente.  Solo a Sachsenhausen morirono  nell’inverno 1939/40 a causa di maltrattamenti 130 Testimoni di Geova, cioè uno su 4 Bibelforscher detenuti in questo campo. Nel campo di Mauthausen nell’inverno 19939/40 50 dei 143 testimoni di Geova subirono una morte crudele. 15 Il terrore delle SS  però non riuscì a piegare la resistenza  dei prigionieri Bibelforscher. Pochissimi di loro firmarono un documento che avrebbe loro permesso di uscire se avessero rinunciato alla loro fede. Quando dal 1942 in poi  i detenuti nei campi furono costretti a lavorare per sostenere lo sforzo bellico, tutti i Bibelforscher rifiutarono di collaborare.

     I testimoni di Geova dimostrarono nei campi un forte spirito di fratellanza. Questo era loro di aiuto per sopportare le difficoltà della vita quotidiana e per sopravvivere. Essi svilupparono una rete di mutuo soccorso  (pagina 17), però non erano disposti a collaborare con altri gruppi di detenuti. Non condividevano la resistenza dei detenuti politici. La loro coscienza cristiana non permetteva  loro di compiere atti di sabotaggio nei confronti delle SS;  piuttosto tentarono perfino nel lager di mantenere la loro “neutralità”.

      Col passare degli anni si verificò un miglioramento della posizione dei Testimoni di Geova  nei campi di concentramento. Le SS sapevano apprezzare il loro modo di lavorare con impegno e sollecitudine  qualora non erano implicati principi contrari alla loro fede, e dato che si rifiutavano perfino di fuggire, poterono occupare certe posizioni di fiducia al servizio delle SS.

     Il risultato di questo miglioramento fu un aumento di attività all’interno della prigione. Anche nei campi di concentramento i testimoni di Geova  si radunavano in segreto per studiare la Bibbia o la Torre di Guardia,  e riproducevano letteratura  introdotta clandestinamente. Facevano ogni sforzo per guadagnare nuovi seguaci alla loro fede. Il loro zelo missionario portava frutto; nella loro situazione senza via d’uscita  molti detenuti prestavano ascolto al messaggio del ”Regno di Dio”. Prigionieri stranieri, in modo particolare russi e appartenenti a gruppi apolitici, si dimostrarono aperti  al loro insegnamento.  Negli occhi di molti, i Bibelforscher “erano la comunità più straordinaria che esistesse nei campi di concentramento”. 16

     Bisogna sottolineare il fatto che i testimoni di Geova erano l’unico gruppo che sosteneva  compatto il rifiuto alla partecipazione alla guerra. Un grandissimo numero di  testimoni di Geova  furono, dopo l’inizio della guerra,  condannati a morte per “sovvertimento delle forze armate”. 17 I Testimoni furono perseguitati anche nei paesi occupati dai Tedeschi, come Ungheria, Slovacchia  e Romania.

    I seguenti dati  testimoniano  la vastità  della persecuzione: Nella sola Germania  circa 10.000  testimoni di Geova  furono arrestati per diversi periodi. A questi si aggiunsero migliaia di arresti negli stati europei occupati. Nei campi di concentramento più di 3.000 Testimoni di Geova erano costretti  a portare il “Triangolo viola” ; tra loro 1.000 Testimoni provenivano dai Paesi Bassi,  dall’Austria, dalla  Polonia, dalla Francia e da altri paesi ancora. 1.200 furono  condannati  a morte ,  di cui  circa 250  furono  effettivamente  giustiziati – la maggior parte per il rifiuto del servizio militare. Della sezione austriaca, che nel 1937 contava 549 “proclamatori”, 445 furono arrestati e rimasero per mesi o anni in prigioni o campi di concentramento. Per quanto si sa attualmente, almeno 145 testimoni di Geova  austriaci furono vittime della persecuzione nazista,  e 54 di loro furono giustiziati dopo processi  penali o militari.18.  

 

    Spero che le mie esposizioni abbiano rivelato certi aspetti della storia dei testimoni di Geova sotto il regime nazista. Vorrei ancora una volta elencare almeno i cinque aspetti più rilevanti:

 

     1. I Testimoni di Geova sono stati i primi a essere perseguitati.

     2. Nessun’altra comunità religiosa ha resistito  in modo così compatto e irremovibile alla pressione nazista.

     3. Negli anni prima della guerra i Testimoni di Geova costituivano  il 5-10% di tutti  i detenuti dei campi di concentramento. In alcuni, per esempio, Fuhlsbüttel, Lichtenburg, Moringen, erano addirittura il gruppo più numeroso. Essi erano l’unica comunità appartenente a un’ideologia che formava una categoria propria di  prigionieri e che infatti dal 1938 in poi portava un “Triangolo Viola” sulla divisa.      

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     4. Fra gli obiettori di coscienza condannati dalle autorità militari della seconda guerra mondiale essi costituivano la maggioranza assoluta.

     5. Ad eccezione degli appartenenti alla religione ebraica, essi erano il gruppo religioso più numeroso tra quelli perseguitati dal regime nazista.

 

        I Testimoni di Geova , che per amore della propria fede sopportarono l'oppressione e furono disposti a morire piuttosto che indossare l’uniforme dell’esercito hitleriano e ammazzare altri uomini, meritano la nostra stima  e la nostra società farebbe bene a rispettarli.  Senza dubbio essi  non hanno in nessun momento sostenuto  il governo nazista , distinguendosi  in questo dalla grande maggioranza della popolazione tedesca. Il loro comportamento avrebbe - per citare Klaus Dobrisch - “fatto onore" a tutta la nazione.


    Comunque il motivo per cui  i  testimoni di Geova  si misero in conflitto con il regime nazista era per difendere il diritto di  esercitare la propria fede e di sostenere la propria organizzazione, e non per difendere la libertà di tutti in un senso più generico e politico. Sotto questo aspetto  bisogna  dire che i testimoni di Geova  non rifiutarono solo il dominio repressivo  dei nazisti e che consideravano non solo lo stato nazista uno strumento di Satana da combattere. Il loro rifiuto di salutare la bandiera,  di iscriversi ai partiti politici e specialmente il rifiuto di prestare il servizio militare  ha causato ai testimoni di Geova grandi problemi in molti paesi e in ogni epoca. Riferendosi all’espressione coniata da Rutherford della triade satanica “Capitale, Politica  e  Religione”, la  società "Torre di Guardia"  vede nei governi  in generale la mano di Satana,  e ciò spiega anche l’animosità espressa nelle loro pubblicazioni nei riguardi di governi non dittatoriali. Un cambiamento si ebbe solo nel 1962 quando la Società abbandonò il concetto rutherfordiano delle autorità superiori e da allora in poi  identificò nuovamente queste autorità menzionate nel tredicesimo capitolo della lettera ai Romani  con i governi  mondiali , attribuendo così a loro una funzione  nell’attuale  “vecchio mondo”.


    
Considerando il martirio subito dai testimoni di Geova  nel “Terzo Reich”  da una prospettiva storico-scientifica,  si arriva alla  seguente conclusione:  la loro resistenza  alla dittatura non era basata su una ideologia democratica  e antifascista. Il loro comportamento coraggioso nel “Terzo Reich” merita rispetto e stima, ma per una società basata sulla democrazia non è un ideale da seguire. Questa constatazione non deve far diminuire la nostra stima nei confronti dei testimoni di Geova  che dalla loro fede in Dio e dalla fiducia nelle promesse della Bibbia traevano la forza  per considerare sacra la vita degli uomini anche  in quei tempi . Il loro modo di agire sotto il regime nazista si sottraeva alla  tradizionale classificazione in categorie. I testimoni di Geova  si rendevano conto che la loro decisione di resistere al  regime nazista  significava  mettere a rischio la loro vita, eppure non  si consideravano “Combattenti per la resistenza”. La loro opera non  mirava a un cambiamento dell’ordine politico,  ma   a ottenere la possibilità di esercitare la loro fede senza restrizioni in modo da mettere in pratica i “comandamenti della Bibbia”.  “Resistenza” significava per loro un atto di confessione religiosa.

 sulla pagina 18 si trovano ancora le note numero 1,2,e3.

*nota della traduttrice:

 Si potrebbe trattare di Helene Delacher, probabilmente l’unica donna austriaca decapitata a Berlino il 12 novembre 1943 per la sua resistenza al regime

 


 

l           cfr. Detlef Garbe: “Tra Resistenza e  Martirio : I Testimoni di Geova  nel “Terzo Reich””, terza edizione Monaco 1997, p. 48 seg. Il saggio presente si basa sui risultati della mia dissertazione; in essa si possono trovare ulteriori risposte e riferimenti riguardo alla sorte dei Testimoni di Geova perseguitati; per questa ragione le mie note si limitano alla documentazione di citazioni.

 

2          cfr. Detlef Garbe:  “Mandatari del bolscevismo giudaico. Antisemitismo  come motivo per la persecuzione nazista dei Testimoni di Geova “, in “Annuario di Tel Aviv 

per la storia tedesca”, 23 (1994) p: 145-171; Manfred Gebhard:” Dr. Hans Jonak von Freyenwald. Un  apologeta fascista contro i Testimoni di Geova “ in: Contributi alla storia del movimento operaio”, 39 (1997) quaderno 1, p. 20-39

 3          cfr. Detlef Garbe:” Tra  Resistenza e Martirio……” (nota 1) p. 96 seg.

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 4         dichiarazione della Watch Tower Society nell’”Annuario 1934”, editore  Wachtturm Bibel- und Traktat- Gesellschaft, Bern 1934, pag. 89-100; l’originale dattiloscritto si trova nell’Archivio Federale, R 43 II/179, foglio 1226-140 (Allegato alla lettera della Watch Tower Society del 26.6.1933)

 5         Memorandum dell’Associazione dei Bibelforscher della Germania del Nord e del Sud del 26.4.1933, Archivio Federale, R 43 II/179, foglio 102-112

 6          cfr. il saggio di Sybil Milton in questo volume.

 7          “Annuario dei Testimoni di Geova 1935, p. 84; fotocopia di un telegramma in: Reinhard Hildebrand/Werner Hoffmann:” Schegge da  Resistenza e Martirio 1933-45”

 Ed.: VVN/Lega Antifascista, circolo Ludwigsburg,  Volume 5, Ludwigsburg 1993,

            p. 41. Secondo le indicazioni della Watch Tower Society 20.000 telegrammi sono stati inviati al governo del Reich. Cfr. Franz Zürcher:“Crociata contro il Cristianesimo. Persecuzione moderna dei Cristiani. Una raccolta di Documenti” Zürich 1938, p. 189

 8          La “Lettera  Aperta” (un volantino  formato DIN A3 ) è stampato in: Kuno Bludau:”Gestapo segreta! Resistenza e persecuzione a Duisburg 1933-1945”, Bonn 1973, p.289 seg.

 9         Tribunale speciale dell’Ansa 173/38,   sentenza del 11.4.1938, p. 19, tribunale della corte amburghese, n° 1144/43.

 

10        Cfr. Detlef Garbe:” Tra Resistenza e Martirio….” (Nota l) p. 321 seg.

Per la persecuzione e la resistenza dei testimoni di Geova austriaci dal 1938-1945 cfr.soprattutto le edizioni  pubblicate dalle singole regioni  nei loro progetti  di storia regionale. (Andreas Maislinger:”Altri gruppi religiosi”, in “Resistenza e persecuzione  in Salzburg 1934-1945” Volume 2, Vienna 1991, p. 323-353; e ibid.: “I Testimoni di Geova “ in: “Resistenza e persecuzione in Tirolo 1934-1945”, volume 2, Vienna 1984,p. 369-383; Christa Mitterrutzner: Associazione Internazionale dei Bibelforscher (Testimoni di Geova ), in : “Resistenza e persecuzione  nella Bassa Austria 1934-1945”, volume 3 (1038-1945), Vienna 1984, p..275-302; Wolfgang Neugebauer: Gli Studenti Biblici Internazionali, in “Widerstand und Verfolgung in Wien “,1934-1945, volume 3 (1938-1945),Vienna 1975, p. 161-185; Rudolf Zinnhobler: I testimoni di Geova in :”Resistenza e persecuzione nell’Austria superiore 1934-1945, Volume 2, Vienna 1982, p. 199-210, e ancora l’ “Annuario Testimoni di Geova  1989”,

            p.98-134. Inoltre una dissertazione di Renate Lichtenegger „Le Donne Bibelforscher di Vienna nella resistenza  al nazionalsocialismo 1938-1945”, (Tesi di Laurea in Filosofia ,Vienna 1984; pubblicata parzialmente, cfr. “La resistenza dei Bibelforscher  sotto il regime nazista, con particolare attenzione alla resistenza femminile” in: “Storia contemporanea”, 13 (1986) quaderno 5, p. 179-1991)

11        La prima edizione uscita a New York nel 1939 è stata distribuita in numerose copie e si rivolgeva a “tutte le potenze totalitarie” (menzionati per nome il Papa, Hitler, Stalin, Franco e Mussolini). Il fascismo hitleriano è descritto come la  loro componente più crudele. L’espressione “Fascismo o Libertà” non deve essere intesa come il contrasto  tra un governo autoritario e uno democratico;  non si tratta di una diatriba politica. Il tema si riferisce piuttosto alla “controversia” centrale, espressa nelle parole di Rutherford come segue: “Dovrebbe il mondo essere governato in giustizia dal Re Gesù Cristo, innalzato al trono da Geova, o dovrebbe essere governato da dittatori egoisti e dispotici? Gli uomini non sono in grado di risolvere questa controversia, ma presto il Signore stesso lo farà, e ognuno deve decidersi per l’una o l’altra parte e subirne le conseguenze”. (Joseph Franklin Rutherford:”Fascismo o Libertà” Ed. Watch Tower Society , Brooklyn 1939, p. 3)

 

12        cfr. Neugebauer, “….Wien…” (nota 10) p. 166 e segg. “Annuario dei Testimoni di Geova  1989” p. 109. Nel tribunale  speciale di Vienna ebbe luogo un processo  in cui fu chiesto la pena di morte per Peter Gölles  a causa di “sovvertimento delle forze armate”; il tribunale speciale  pronunciò una condanna a 10 anni di penitenziario.

 

13       cfr. Neugebauer “…..Wien….” (nota 10) p. 168 segg.

  

14        cfr. Detlef Garbe: “Il Triangolo Viola – I Bibelforscher (Testimoni di Geova ) nei campi di concentramento” in: “Dachauer Hefte”, 10 (1994) p. 3-31; inoltre

            Kirsten John: “Mein Vater wird gesucht – Häftlinge des Konzentrationslagers in Wewelsburg“. Essen 1996 (per i Bibelforscher vedere  p. 37 e 135 seg.)

15        Nel campo di Mauthausen, dove i casi di morte erano  frequenti – nel 1940 del 76% - i Bibelforscher, tra i quali gli austriaci erano in maggioranza, sono stati tormentati con accanimento.Alla fine del febbraio 1940 si             presentò nel campo una commissione di leva e quando 35 testimoni di Geova  si rifiutarono di firmare il documento di leva, questi furono metodicamente scorticati fino alla morte. Nell’inverno del 1939/40 si ebbero temperature di 20-30 gradi sotto zero, e fame e mancanza di vestiario fecero sì che nei quattro mesi da gennaio ad aprile 1940 il numero delle vittime tra i 143 Testimoni di Geova (Situazione del 1.1.1940)  ammontasse a 52 o 53 (il 36,37%). Il 18.2.1940  25 Bibelforscher ebbero  “la fortuna” di essere trasferiti a Dachau. Informazioni da Evelyn Le CH.ne:” Mauthausen. The History of a Death Camp”, London 1971, p. 182; Erwin Gostner: “1000 giorni nel campo di concentramento. Un rapporto dai campi  in Dachau, Mauthausen e Gusen”, Mannheim 1946, p. 96; Hans Marsalek:”La storia del campo di Mauthausen”. Una Documentazione.

Ed. Comunità del lager Mauthausen, Vienna (2) 1980. p. 273

 

16        Heinrich Christian Meier: “ É stato così. La vita nel campo di concentramento Neuengamme”, Hamburg 1946, p. 31 seg.

 

17        cfr. Detlef Garbe: “Non devi ammazzare. Obiettori di coscienza 1939-1945”, in: Norbert Haase/Gerhard Paul, ed. “Gli altri soldati. Sovvertimento delle forze armate, rifiuto dell’ubbidienza e diserzione nella Seconda Guerra Mondiale”, Frankfurt am Main 1995, p.85-104.

 

18         Informazioni prese dal saggio “Comunità religiosa dei testimoni di Geova  - vittime della persecuzione redatto da Franz Aigner il 18.1.1998                                                                                                                

 

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