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Detlef Garbe |
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Dr.
Detlef Garbe, nato nel 1956 a Gőttingen, studia Storia, Teologia
Evangelica e Pedagogia all’Università di Amburgo. Nel 1989 Tesi di
Laurea “Tra Resistenza e Martirio: I Testimoni
di Geova nel Terzo Reich”. Dal 1989 Collaboratore presso il Museo di
Storia Amburghese, Direttore del Memoriale del campo di concentramento
Neuengamme.
Pubblicazioni:
“Es begann in Hiroshima (Iniziò a Hiroshima)” – La storia dei
bombardamenti sul Giappone
nel 1945; Bornheim-Merten
1982 (insieme a Brigitte Drescher):
I memoriali per le vittime del terrore nazista , i campi di
concentramento dimenticati della Repubblica Federale, Bornheim- Merten 1983. Tra
Resistenza e Martirio: I Testimoni di Geova
nel “Terzo Reich”, Monaco 1993.
La storia della persecuzione dei Testimoni di
Geova in Germania e in Austria sotto
il regime nazista tocca tantissimi
aspetti, per cui questo tema non può essere trattato esaurientemente nei limiti ristretti del
nostro discorso. La nostra panoramica trasmetterà in breve un’idea generale.
La comunità dei testimoni di Geova , che oggi conta oltre cinque milioni di credenti,
vanta una storia di centoventicinque anni. Il suo fondatore era il
commerciante e predicatore Charles Taze Russell; nel 1874 si separò dagli
avventisti e rivelò che Cristo sarebbe tornato in maniera invisibile agli uomini per stabilire tra breve sulla terra il
“Millennio” promesso. Partendo da Pittsburgh (Pennsylvania) il Messaggio di
Russell, pubblicato a partire dal 1879
nella rivista “La Torre di Guardia “, si diffuse negli anni novanta anche
sul continente europeo ed in modo particolare in Germania. Dal 1879 “La Torre
di Guardia” (“Der Wachtturm”) fu pubblicata in lingua tedesca, e poco dopo
fu fondato il primo dipartimento di zona a
Elberfeld. In Austria invece dapprima questo
nuovo insegnamento non riuscì
ad affermarsi; prima del 1914 nella Monarchia
sul Danubio vi erano solo pochissimi abbonati alla rivista Torre di
Guardia. In Germania invece si formò entro pochi anni la sezione più numerosa
dopo quella degli Stati Uniti. Alla fine della prima guerra mondiale,
l’Organizzazione Internazionale
degli Studenti Biblici (IBV) –
come era allora chiamata –
contava 4.000 proclamatori distribuiti in circa 100 congregazioni. A causa del
crescente numero di obiettori di coscienza nelle loro file le autorità statali
ed ecclesiastiche cominciarono ad accorgersi di loro. 1
Da allora i Bibelforscher, aumentati
entro il 1926
fino a 22.535 aderenti, sono
stati attaccati dal clero che si sentiva obbligato
a combattere il diffondersi
delle “sette”, e in seguito
anche dai nazionalsocialisti. Il principale motivo dell’attacco era
l’annuncio della battaglia finale
chiamata “Harmaghedon”, che avrebbe causato
la fine del “vecchio mondo” basato
sulle tre superpotenze “Politica, Capitale
e Chiesa”. Inoltre non era
gradita la dottrina dell’uguaglianza di tutte le razze, la simpatia per il
movimento sionista considerato segno del tempo della fine e inoltre il ruolo
“guida”degli Stati Uniti nella direzione del movimento. La campagna dei
Bibelforscher contro “l’Impero mondiale satanico della falsa religione”,
l’accusa violenta rivolta al papa
e al clero nel volantino diffuso in
modo capillare negli anni 1924/25 in milioni di esemplari non faceva che
contribuire all’inasprimento del conflitto e a sfidare l’apologetica del
clero.
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E’ comprensibile che
le autorità ecclesiastiche fossero scandalizzate dall’interpretazione
dei Bibelforscher che videro nel
clero della cristianità un marchingegno
di Satana per allontanare gli
uomini dal “vero cristianesimo”, cioè dall’associazione dei
Bibelforscher. Negli anni venti il conflitto si inasprì. Propaganda e
contropropaganda dominarono la
scena.
Durante la presidenza del secondo presidente dell’associazione dei
Bibelforscher, il giudice Joseph Franklin
Rutherford, ebbero luogo
importanti cambiamenti. Menzioniamo la formazione di un ordine teocratico,
la pretesa del corpo direttivo della “Watch Tower” di “parlare
sotto la guida e sotto il potere dell’Altissimo” (Rutherford) e la dottrina
che i cristiani devono
essere sottoposti solo all’autorità divina, e non – come dice il 13
capitolo della lettera ai Romani – alle autorità governative dello Stato.
Questo punto di vista aumentò il risentimento degli avversari politici.
I nazionalsocialisti, che aumentavano di numero durante la fine degli
anni venti, sottolineavano la
vicinanza al giudaismo e vedevano nei
Bibelforscher “i pionieri del bolscevismo ebraico”, da combattere senza
tregua. 2 L’opposizione
della chiesa e l’istigazione da parte dei circoli antisemitici riuscirono a
proibire la letteratura dei Bibelforscher in alcuni distretti della Germania,
sia nella Baviera cattolica che nel Wűrttemberg
protestante
, già nel 1931, dunque prima
dell’arrivo al potere dei nazisti. Nel 1931 la comunità aveva
accettato il nome “Testimoni di Geova”, ma in Germania – con 25.000
“proclamatori” la sezione più
numerosa dopo gli Stati Uniti – si usò ancora a lungo
la denominazione “Bibelforscher”.
Nella fase dell’“Austrofascismo” il piccolo ramo austriaco della
Watch Tower Society- aggredito negli anni venti dalla chiesa cattolica- dovette
subire anche sanzioni da parte dello Stato. Dopo la revoca della costituzione
nel marzo 1933 sotto il governo
Dollfuss, la letteratura dei Bibelforscher venne censurata. Sotto il cancelliere
Schuschnigg la repressione si
intensificò. In un primo tempo i testimoni di Geova
riuscirono ad appellarsi a
una sentenza avversa espressa il
10.9.1934 dal Commissariato per la
Sicurezza a Vienna, rivolgendosi al Cancelliere della Repubblica, ma un nuovo
divieto datato 17.6.1935 fu
dichiarato valido dalla corte giudiziaria
il 7.2.1936. A differenza di quanto
sarebbe successo dopo l’annessione dell’Austria alla Germania,
le misure restrittive di allora risultavano solo nella confisca di
letteratura e di brevi
arresti.
Poche settimane dopo l’avvento al potere dei nazisti in Germania, i
testimoni di Geova furono interdetti in tutte le regioni. Il 10 aprile 1933 in
Mecklenburg-Schwerin, tre giorni dopo in Baviera, il 18 aprile in Sassonia , il
24 giugno in Prussia. La ragione per la rapida presa di misure contro
i testimoni di Geova non era
solo il fatto che erano considerati nemici dello Stato nazista, ma anche
la volontà di un regime non
ancora fermamente stabilito di accordarsi
con le due chiese maggiori. Lo Stato combatteva “il movimento
scellerato dei Bibelforscher” con l’ aiuto di rappresentanti delle chiese.
Anzi, – e qui abbiamo a che fare con le pagine più oscure della storia della
chiesa -alcuni
parrochi e pastori incitarono i loro fedeli a fare le spie
per la Gestapo, denunciando i Testimoni di Geova. 3
La filiale tedesca della “Società Torre di Guardia” a Magdeburgo
fece dei tentativi per venire ad un accordo con le autorità al potere.
Il corpo direttivo cercava di
avvalersi di tutte le possibilità giuridiche per
creare una base legale
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che potesse garantire l’esistenza futura dell’associazione dei
Bibelforscher in Germania e per salvare il capitale della Società Torre di
Guardia, che era dichiarata Proprietà straniera. Una certa importanza va
attribuita a una risoluzione composta da Rutherford,
presidente della Watch
Tower, adottata dai 7.000 Testimoni
di Geova presenti il 25 giugno 1933 – dunque poco tempo prima della repressione in Prussia -a un congresso
tenuto a Berlin Wilmersdorf. Questa dichiarazione
si propose di convincere i politici degli obiettivi puramente religiosi e
apolitici dei Testimoni e della
infondatezza delle accuse di “ostilità nei confronti dello Stato”, e
per questo scopo si avvalsero per ragioni
tattiche di un linguaggio che sottolineava
una certa affinità di
argomenti in comune con i
nuovi governanti, come per esempio la polemica contro “Gli
Ebrei gestori del commercio nell’impero anglo-americano”.4
Anche la fondazione di due nuovi enti giuridici, cioè
dell’”Associazione degli Studenti Biblici della Germania
del Nord”, con sede in Amburgo, e dell’“Associazione degli Studenti
Biblici della Germania del Sud” con sede a Stoccarda, che doveva sostituire
l’espressione “Associazione Internazionale
degli Studenti Biblici” che era sospetta ai nazisti,
nella corrispondenza di allora fu chiamata
un “Adattamento alla situazione vigente
in Germania”.5 Ma fu tutto inutile, per la dottrina dei
testimoni di Geova non vi era alcun posto nella Germania nazionalsocialista.
La maggioranza dei testimoni di Geova
non si sottometteva alla
proscrizione della loro comunità. Nell’agosto del 1933
il Presidente Rutherford, per non ostacolare
le trattative in corso appoggiate dal
Console Americano e dal Foreign Office, aveva
proposto alle congregazioni locali di sospendere temporaneamente la
loro attività e di attenersi alle regole amministrative, ma molti
Testimoni continuarono a predicare pubblicamente e la polizia dovette
intervenire. Alla fine del 1933 anche la
Centrale di Brooklyn si convinse
che le trattative con la Germania erano destinate
al fallimento. I membri della filiale tedesca
invece tentarono fino al 1935 di ottenere
almeno parziali agevolazioni.
Le richieste del Regime nazista erano incompatibili con i principi
dei fedeli Testimoni di Geova. Lo Stato richiedeva ubbidienza
incondizionata e non permetteva punti di vista diversi. I testimoni di Geova
si rifiutavano di salutare con
“Heil Hitler”, perché secondo loro il Heil,
cioè la salvezza, poteva venire
solo da Dio. Si rifiutavano di
partecipare ad atti patriottici a
favore dello Stato, come votazioni e plebisciti, o di
iscriversi al partito nazista.
Molti Testimoni di Geova si rifiutavano anche di fare parte della “Deutsche
Arbeitsfront” (lavoratori tedeschi) e in seguito persero il loro
posto di lavoro. Testimoni alle dipendenze dello Stato, delle Poste o
delle Ferrovie furono licenziati dopo la legge del 7 aprile 1933, emanata per il
“Ripristino dell’ordine dei funzionari”. Negli anni seguenti, il rifiuto
di fare partecipare i figli al movimento della gioventù hitleriana fece perdere
ai genitori il diritto di educare la loro prole, e in centinaia di casi i figli
furono tolti ai genitori. 6
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Da questo momento in poi più di 10.000 testimoni di Geova
tedeschi continuarono il
loro “servizio di campo”e le altre attività missionarie e continuarono
a tenere le loro adunanze . Le congregazioni
cominciarono ad usare metodi adatti alla clandestinità. Si mantenevano
in collegamento fra di loro e con i fratelli all’estero, e per mezzo di
corrieri contrabbandavano la letteratura;
producevano segretamente la loro “Torre di Guardia”
per tutte le congregazioni
del Reich . Sia la Gestapo, sia gli
organi di giustizia agirono in maniera sempre più intransigente nei confronti
dei Testimoni di Geova. Tribunali speciali condannarono migliaia di Testimoni di
Geova a pene di detenzione di diversi mesi.
La maggior parte della comunità non si fece intimidire. Nei mesi di
agosto e settembre del 1936 molti funzionari e capi dell’organizzazione furono
messi in prigione, ma ciò
nonostante il lavoro clandestino fu riorganizzato, questa volta tramite il lavoro illegale di molte donne. La reazione alla
intensificazione della repressione e
alla morte in prigione di almeno diciassette Testimoni,
fu un aumento dell’opera
clandestina. Nel 1936/37 consegnarono alla popolazione dei volantini di protesta
contro la limitazione della libertà religiosa. In molti luoghi della Germania
furono distribuiti simultaneamente nelle
cassette delle lettere, sotto gli zerbini, sulle panche nei parchi volantini
che incolpavano
il governo di Hitler di”persecuzione
di cristiani”. La più estesa di queste campagne ebbe luogo in tutto il Reich
domenica, 20 giugno 1937, tra le ore 12 e le 13 . Furono consegnate decine di
migliaia di esemplari di una “Lettera Aperta indirizzata al popolo tedesco che
ama Cristo e la Bibbia” (probabilmente si trattò allora della più grande
distribuzione di volantini in assoluto). Indicando nomi e indirizzi di ufficiali
della Gestapo , furono denunciati casi di maltrattamenti
ai testimoni di Geova . 8
Questa distribuzione della “Lettera
Aperta” era per i nazisti la prova di una campagna sovversiva, “come la si
può trovare soltanto in volantini
di ebrei emigrati o nella stampa sobillatrice comunista”.9
Così in seguito i metodi della Gestapo per
combattere i testimoni di Geova diventarono
ancora più duri. La centrale berlinese della Gestapo gestiva un reparto
speciale per la loro persecuzione.
Una seconda ondata di arresti nell’autunno
del 1937 fece soccombere l’attività dei testimoni di Geova in tutto il Reich,
e nel 1938/39 non esistette più alcuna attività organizzata.
In Austria i testimoni di Geova erano
ormai proscritti sin dal 1935 e dunque erano già illegali quando
le truppe tedesche passarono la
frontiera il 12 marzo 1938. Essi
si erano già preparati alla repressione e persecuzione. Alla fine
d’agosto del 1937 tennero a Praga un Congresso al quale parteciparono
circa 200 rappresentanti della IBV
austriaca . Il gruppo austriaco era molto più piccolo di quello tedesco che
vantava 550 – 600 partecipanti. Volendo imparare dalle esperienze in Germania,
dove molti arresti si verificarono per mancanza di prudenza, i collaboratori
della centrale europea di Berna diedero istruzioni utili per l’attività
clandestina. 10
In attesa degli avvenimenti futuri la Watch Tower Society vendette nei
primi di marzo del 1938 il suo
edificio a Vienna in Pouthongasse12 , dove sin dal 1923 aveva sede
la filiale austriaca. In seguito il
responsabile di zona lasciò il paese per recarsi in Svizzera – forse dietro
ordine della centrale Watch Tower. Un collaboratore dell’ufficio viennese, il
52enne rappresentante August Kraft, condusse
la sezione austriaca degli IBV nell’attività clandestina.
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Kraft mise in pratica le istruzioni per il lavoro clandestino ricevute
nell’anno precedente a Praga. Le congregazioni furono divise, rimpicciolite e
le adunanze programmate sempre in luoghi
diversi, per esempio in parchi e giardini. August Kraft
teneva in prima persona i contatti con i responsabili delle singole
congregazioni. Per questa ragione si trovava continuamente in viaggio tra
Klagenfurt, Innsbruck e Vienna. Si
occupava anche personalmente della distribuzione clandestina di letteratura.
Dopo l’annessione dell’Austria i fratelli svizzeri
portarono esemplari della “Torre di Guardia” e altri scritti
di contrabbando nel
Vorarlberg. A Vienna, dove abitavano tre
quarti dei Bibelforscher austriaci, la Torre di Guardia veniva riprodotta su una
fotocopiatrice rudimentale. Come in Germania, anche in Austria molte donne erano
attive in questo settore.
I Testimoni di Geova austriaci
svolgevano un’attività frenetica. Il numero degli attivi era
perfino più alto di quello dei fratelli
in Germania, dove dopo
l’ascesa al potere dei nazisti solo 1 su 2 partecipava alle attività clandestine. La ragione potrebbe essere il fatto che già
negli anni 20 nella cattolica Austria si dovevano affrontare
delle difficoltà e subire l’ostracismo della società. I Testimoni di
Geova in Austria rappresentavano un gruppo deciso e disposto all’abnegazione.
In seguito agli arresti dell’ Aprile 1939 , in data 25 maggio 1939 fu
arrestato a Vienna anche il responsabile del ramo austriaco, August Kraft. Benché
il lavoro clandestino fosse fatto in grandissima parte da lui, la sezione IVB si riprese relativamente presto da questo colpo.
Kraft aveva già in anticipo consultato l’ufficio
di Berna e designato come successore il 47enne commerciante Viennese Peter Gölles.
La sua bottega divenne centro dell’attività illegale in Austria. Di notte si
stampava la Torre di Guardia, di
giorno la si imballava in carta da salame o nascosta nei sacchetti della verdura
data ai “clienti” che operavano da corrieri.
Contrariamente a Kraft, che era di
continuo in viaggio, Gölles continuò la sua doppia esistenza. Per i viaggi si
mise a disposizione il commerciante berlinese Ernst Bojanowski, che era fuggito
nell’anno precedente dalla Germania all’Austria. Bojanowski distribuiva alle
congregazioni nelle diverse zone del paese gli scritti stampati a Vienna e
incoraggiava i fratelli alla
collaborazione. Oltre a lui, un altro Testimone tedesco
partecipava all’attività clandestina in Austria. Mentre Bojanowski era
responsabile della distribuzione, un certo Ludwig Cyranek si occupava insieme
alla Testimone Viennese Anna Voll della produzione della Torre di Guardia e di
altri scritti dei Bibelforscher,
come la ristampa del libro
“Fascismo o Libertà”, basato su un discorso del Presidente Rutherford
tenuto il 2 ottobre 1938 a New York. 11
Nell’ottobre del 1939 la Gestapo
riuscì di nuovo ad arrestare molti testimoni di Geova . Il collegamento
con l’Ufficio di Berna divenne
sempre più difficile. Anche l’infiltrazione di copie della Torre di Guardia
via Bratislava (Slovacchia) si rese difficile. Infine
si riuscì a introdurre diapositive di articoli della Torre di Guardia
dall’Italia. Una Testimone *residente
in Tirolo si occupava della
riproduzione e della distribuzione.
Intorno al 1939/40 Ernst Bojnowski, Anna
Voll e Ludwig Cyranek avevano lasciato Vienna per coordinare le attività
dell’ IBV in Germania. Peter Gölles, a
capo dell’opera in Austria da mezz’anno,
(pagina 16) fu arrestato il 12 giugno 1940 nel corso di
un’“Azione di Stato” insieme a 44 altri Bibelforscher.12
In seguito alle due ondate di arresti dell’ottobre 1939 e del giugno
1940 l’organizzazione clandestina dei testimoni di Geova
austriaci era distrutta. Come prima in Germania, ora anche qui esistevano
solo piccoli gruppi di intrepidi che comunque
cercarono di tenere le adunanze in ambiti più ristretti.
In stretto contatto con l’ufficio centrale di Berna, negli anni 1941/42
Narciso Riet, nato a Mülheim/Ruhr, si occupò della
riorganizzazione del lavoro clandestino in Austria. Riet, prendendosi cura anche
di gruppi in Cecoslovacchia e nella Germania
Occidentale e Meridionale, coordinò il traffico clandestino di
letteratura tra i diversi detenuti nei campi di concentramento. Scoperto dalla
Gestapo, fuggì in Italia. Da Cernobbio, sul lago di Como, mantenne i rapporti
con l’Austria. Alla fine del 1943 la Gestapo lo
arrestò. Finalmente il Comandante per la Sicurezza del Reich
poteva dichiarare che
“L’uomo responsabile del
rapporto illegale tra la IBV tedesca e la
centrale di Berna è stato
eliminato” (Rapporto RSHA del 21.4.1944) Riet
fu mandato a Dachau e morì nel 1945.
Le autorità
governative agivano con grande crudeltà. Le nuove leggi contro il
“sovvertimento delle forze armate” stabilivano
due o tre anni di
penitenziario13 e
in seguito il trasferimento in un campo di concentramento. Alcuni testimoni di
Geova invece furono mandati al
campo perfino senza alcun tipo di
processo.
Dalla metà degli anni 30 i campi di
concentramento si riempirono di testimoni di Geova. 14 Essi
formavano un gruppo compatto che si distingueva dagli altri detenuti. Il loro
comportamento inflessibile procurava loro l’odio delle SS, che tentavano di
piegarli con maltrattamenti
crudeli. A volte i testimoni di Geova furono
completamente isolati dagli altri detenuti.
All’inizio della guerra
la SS tentava con ferocia
bestiale di costringerli a prendere le armi. Il 15 settembre 1939 il 39enne
testimone di Geova August Dickmann fu fucilato sulla piazza del campo di
concentramento di Sachsenhausen davanti agli occhi di tutti i detenuti a causa
del suo rifiuto di prendere le
armi. Questa prima esecuzione pubblica in un campo di concentramento costituiva
un precedente.
Solo a Sachsenhausen morirono nell’inverno
1939/40 a causa di maltrattamenti 130 Testimoni di Geova, cioè uno su 4
Bibelforscher detenuti in questo campo.
Nel campo di Mauthausen nell’inverno 19939/40 50 dei 143 testimoni di Geova
subirono una morte crudele. 15 Il terrore delle SS
però non riuscì a piegare la resistenza
dei prigionieri Bibelforscher. Pochissimi di loro firmarono un documento
che avrebbe loro permesso di uscire se avessero rinunciato alla loro fede.
Quando dal 1942 in poi i detenuti nei campi furono costretti a lavorare
per sostenere lo sforzo bellico, tutti i Bibelforscher rifiutarono
di collaborare.
I testimoni di Geova dimostrarono nei campi un forte spirito di fratellanza. Questo era loro di aiuto per sopportare le difficoltà della vita quotidiana e per sopravvivere. Essi svilupparono una rete di mutuo soccorso (pagina 17), però non erano disposti a collaborare con altri gruppi di detenuti. Non condividevano la resistenza dei detenuti politici. La loro coscienza cristiana non permetteva loro di compiere atti di sabotaggio nei confronti delle SS; piuttosto tentarono perfino nel lager di mantenere la loro “neutralità”.
Col passare degli anni si verificò un miglioramento della posizione dei
Testimoni di Geova nei campi di
concentramento. Le SS sapevano apprezzare il loro modo di lavorare con impegno e
sollecitudine qualora non erano
implicati principi contrari alla loro fede, e dato che si rifiutavano perfino di
fuggire, poterono occupare certe posizioni di fiducia al servizio delle SS.
Il risultato di questo
miglioramento fu un aumento di attività all’interno della prigione. Anche nei
campi di concentramento i testimoni di Geova
si radunavano in segreto per
studiare la Bibbia o la Torre di Guardia, e
riproducevano letteratura introdotta
clandestinamente. Facevano ogni sforzo per guadagnare nuovi seguaci alla loro
fede. Il loro zelo missionario portava frutto; nella loro situazione senza via
d’uscita molti detenuti
prestavano ascolto al messaggio del
”Regno di Dio”. Prigionieri stranieri, in modo particolare russi e
appartenenti a gruppi apolitici, si
dimostrarono aperti al loro
insegnamento. Negli occhi di molti,
i Bibelforscher “erano la comunità più straordinaria che esistesse nei campi
di concentramento”. 16
Bisogna sottolineare il fatto che i
testimoni di Geova erano l’unico gruppo che sosteneva
compatto il rifiuto alla partecipazione alla guerra. Un grandissimo
numero di testimoni di Geova furono,
dopo l’inizio della guerra, condannati
a morte per “sovvertimento delle forze armate”. 17 I
Testimoni furono perseguitati anche nei paesi occupati dai Tedeschi, come
Ungheria, Slovacchia e Romania.
I seguenti dati testimoniano
la vastità della
persecuzione: Nella sola Germania circa
10.000 testimoni di Geova
furono arrestati per diversi periodi. A questi si aggiunsero migliaia di
arresti negli stati europei occupati. Nei campi di concentramento più di 3.000
Testimoni di Geova erano costretti a
portare il “Triangolo viola” ; tra loro 1.000 Testimoni provenivano dai
Paesi Bassi, dall’Austria, dalla
Polonia, dalla Francia e da altri paesi ancora. 1.200 furono
condannati a morte ,
di cui circa 250
furono effettivamente
giustiziati – la maggior parte per il rifiuto del servizio militare.
Della sezione austriaca, che nel 1937 contava 549 “proclamatori”, 445 furono
arrestati e rimasero per mesi o anni in prigioni o campi di concentramento. Per
quanto si sa attualmente, almeno 145 testimoni di Geova
austriaci furono vittime della persecuzione nazista,
e 54 di loro furono giustiziati dopo processi
penali o militari.18.
Spero che le mie esposizioni abbiano rivelato
certi aspetti della storia dei testimoni di Geova sotto il regime
nazista. Vorrei ancora una volta elencare almeno i cinque aspetti più
rilevanti:
1. I Testimoni di Geova sono
stati i primi a essere perseguitati.
2. Nessun’altra comunità religiosa ha resistito
in modo così compatto e irremovibile alla pressione nazista.
3. Negli anni prima della guerra i Testimoni di Geova costituivano
il 5-10% di tutti i detenuti dei
campi di concentramento. In alcuni, per esempio, Fuhlsbüttel, Lichtenburg,
Moringen, erano addirittura il gruppo più numeroso. Essi erano l’unica
comunità appartenente a un’ideologia che formava una categoria propria di
prigionieri e che infatti dal 1938 in poi portava un “Triangolo
Viola” sulla divisa.
pagina
18
4.
Fra gli obiettori di coscienza condannati dalle autorità militari della
seconda guerra mondiale essi costituivano la maggioranza assoluta.
5. Ad eccezione degli
appartenenti alla religione ebraica, essi erano il gruppo religioso più
numeroso tra quelli perseguitati dal regime nazista.
I Testimoni di Geova , che per amore
della propria fede sopportarono l'oppressione e furono disposti a morire
piuttosto che indossare l’uniforme dell’esercito hitleriano e ammazzare
altri uomini, meritano la nostra stima e
la nostra società farebbe bene a rispettarli.
Senza dubbio essi non
hanno in nessun momento sostenuto il
governo nazista , distinguendosi in
questo dalla grande maggioranza della popolazione tedesca. Il loro
comportamento avrebbe - per citare Klaus Dobrisch - “fatto onore" a
tutta la nazione.
Comunque il motivo per cui i testimoni di
Geova si misero in conflitto con
il regime nazista era per difendere il diritto di
esercitare la propria fede e di sostenere la propria organizzazione, e
non per difendere la libertà di tutti in un senso più generico e politico.
Sotto questo aspetto bisogna
dire che i testimoni di Geova non
rifiutarono solo il dominio repressivo dei
nazisti e che consideravano non solo lo stato nazista uno strumento di Satana
da combattere. Il loro rifiuto di salutare la bandiera,
di iscriversi ai partiti politici e specialmente il rifiuto di prestare
il servizio militare ha causato
ai testimoni di Geova grandi problemi in molti paesi e in ogni epoca.
Riferendosi all’espressione coniata da Rutherford della triade satanica
“Capitale, Politica e Religione”, la società
"Torre di Guardia" vede
nei governi in generale la mano
di Satana, e ciò spiega
anche l’animosità espressa nelle loro pubblicazioni nei riguardi di governi
non dittatoriali. Un cambiamento si ebbe solo nel 1962 quando la Società
abbandonò il concetto rutherfordiano delle autorità superiori e da allora in
poi identificò nuovamente queste
autorità menzionate nel tredicesimo capitolo della lettera ai Romani
con i governi mondiali , attribuendo così a loro una funzione
nell’attuale “vecchio mondo”.
Considerando
il martirio subito dai testimoni di Geova
nel “Terzo Reich” da una prospettiva storico-scientifica, si arriva alla seguente
conclusione: la loro resistenza
alla dittatura non era basata su una ideologia democratica
e antifascista. Il loro comportamento coraggioso nel “Terzo Reich”
merita rispetto e stima, ma per una società basata sulla democrazia non è un
ideale da seguire. Questa constatazione non deve far diminuire la nostra stima
nei confronti dei testimoni di Geova che
dalla loro fede in Dio e dalla fiducia nelle promesse della Bibbia traevano la
forza per considerare sacra la
vita degli uomini anche in quei
tempi . Il loro modo di agire sotto il regime nazista si sottraeva alla tradizionale classificazione in categorie. I testimoni di
Geova si rendevano conto che la
loro decisione di resistere al regime
nazista significava
mettere a rischio la loro vita, eppure non
si consideravano “Combattenti per la resistenza”. La loro opera non
mirava a un cambiamento dell’ordine politico, ma a
ottenere la possibilità di esercitare la loro fede senza restrizioni in modo
da mettere in pratica i “comandamenti della Bibbia”.
“Resistenza” significava per loro un atto di confessione religiosa.
sulla
pagina 18 si trovano ancora le note
numero 1,2,e3.
*nota
della traduttrice:
Si
potrebbe trattare di Helene Delacher, probabilmente l’unica donna austriaca
decapitata a Berlino il 12 novembre 1943 per la sua resistenza al regime
l cfr.
Detlef Garbe: “Tra Resistenza e
Martirio : I Testimoni di Geova nel
“Terzo Reich””, terza edizione Monaco 1997, p. 48 seg. Il saggio
presente si basa sui risultati della mia dissertazione; in essa si possono
trovare ulteriori risposte e riferimenti riguardo alla sorte dei Testimoni di
Geova perseguitati; per questa ragione le mie note si limitano alla
documentazione di citazioni.
2 cfr. Detlef
Garbe: “Mandatari
del bolscevismo giudaico. Antisemitismo come
motivo per la persecuzione nazista dei Testimoni di Geova “, in
“Annuario di Tel Aviv
per la storia tedesca”, 23 (1994) p: 145-171; Manfred Gebhard:” Dr. Hans
Jonak von Freyenwald. Un apologeta fascista contro i Testimoni di Geova
“ in: Contributi alla storia del movimento operaio”, 39 (1997) quaderno
1, p. 20-39
3 cfr. Detlef
Garbe:” Tra
Resistenza e Martirio……” (nota 1) p. 96 seg.
pagina
19
4 dichiarazione della
Watch Tower Society nell’”Annuario
1934”, editore Wachtturm
Bibel- und Traktat- Gesellschaft, Bern 1934, pag. 89-100; l’originale
dattiloscritto si trova nell’Archivio Federale, R 43 II/179, foglio 1226-140
(Allegato alla lettera della Watch Tower Society del 26.6.1933)
5 Memorandum
dell’Associazione dei Bibelforscher della Germania del Nord e del Sud del
26.4.1933, Archivio Federale, R 43 II/179, foglio 102-112
6 cfr. il saggio
di Sybil Milton in questo volume.
7
“Annuario dei Testimoni di Geova
1935, p. 84; fotocopia di un telegramma in: Reinhard Hildebrand/Werner
Hoffmann:” Schegge da Resistenza e Martirio 1933-45”
Ed.: VVN/Lega Antifascista, circolo Ludwigsburg,
Volume 5, Ludwigsburg 1993,
p. 41. Secondo le indicazioni della Watch Tower Society 20.000 telegrammi sono
stati inviati al governo del Reich. Cfr. Franz Zürcher:“Crociata
contro il Cristianesimo. Persecuzione moderna dei Cristiani. Una raccolta di
Documenti” Zürich 1938, p. 189
8
La “Lettera Aperta” (un
volantino formato DIN A3 ) è
stampato in: Kuno Bludau:”Gestapo
segreta! Resistenza e persecuzione a Duisburg 1933-1945”, Bonn 1973, p.289
seg.
9
Tribunale speciale dell’Ansa 173/38,
sentenza del 11.4.1938, p. 19, tribunale della corte amburghese, n°
1144/43.
10
Cfr. Detlef Garbe:” Tra
Resistenza e Martirio….” (Nota l) p. 321 seg.
Per la persecuzione e la resistenza dei testimoni di Geova austriaci dal
1938-1945 cfr.soprattutto le edizioni pubblicate
dalle singole regioni nei loro
progetti di storia regionale. (Andreas
Maislinger:”Altri gruppi religiosi”, in “Resistenza
e persecuzione in Salzburg
1934-1945” Volume 2, Vienna 1991, p. 323-353; e ibid.: “I Testimoni di
Geova “ in: “Resistenza e persecuzione
in Tirolo 1934-1945”, volume 2, Vienna 1984,p. 369-383; Christa
Mitterrutzner: Associazione Internazionale dei Bibelforscher (Testimoni di Geova
), in : “Resistenza e persecuzione
nella Bassa Austria 1934-1945”, volume 3 (1038-1945), Vienna 1984,
p..275-302; Wolfgang Neugebauer: Gli Studenti Biblici Internazionali, in “Widerstand
und Verfolgung in Wien “,1934-1945, volume 3 (1938-1945),Vienna 1975, p.
161-185; Rudolf Zinnhobler: I testimoni di Geova in :”Resistenza e
persecuzione nell’Austria superiore 1934-1945, Volume 2, Vienna 1982, p.
199-210, e ancora l’ “Annuario
Testimoni di Geova 1989”,
p.98-134. Inoltre una dissertazione di Renate Lichtenegger „Le
Donne Bibelforscher di Vienna nella
resistenza al nazionalsocialismo
1938-1945”, (Tesi di Laurea in Filosofia ,Vienna 1984; pubblicata
parzialmente, cfr. “La resistenza dei Bibelforscher
sotto il regime nazista, con particolare attenzione alla resistenza
femminile” in: “Storia contemporanea”,
13 (1986) quaderno 5, p. 179-1991)
11
La prima edizione uscita a New York nel 1939 è stata distribuita in
numerose copie e si rivolgeva a “tutte le potenze totalitarie” (menzionati
per nome il Papa, Hitler, Stalin, Franco e Mussolini). Il fascismo hitleriano è
descritto come la loro componente
più crudele. L’espressione “Fascismo o Libertà” non deve essere intesa
come il contrasto tra un governo
autoritario e uno democratico; non
si tratta di una diatriba politica. Il tema si riferisce piuttosto
alla “controversia” centrale, espressa nelle parole di Rutherford
come segue: “Dovrebbe il mondo essere governato in giustizia
dal Re Gesù Cristo, innalzato al trono da Geova, o dovrebbe essere
governato da dittatori egoisti e
dispotici? Gli uomini non sono in grado di risolvere questa controversia, ma
presto il Signore stesso lo farà, e ognuno deve decidersi per l’una o
l’altra parte e subirne le conseguenze”. (Joseph Franklin Rutherford:”Fascismo
o Libertà” Ed. Watch Tower Society , Brooklyn 1939, p. 3)
12
cfr. Neugebauer, “….Wien…”
(nota 10) p. 166 e segg. “Annuario dei Testimoni di
Geova 1989” p. 109. Nel
tribunale speciale di Vienna ebbe
luogo un processo in cui fu chiesto
la pena di morte per Peter Gölles a
causa di “sovvertimento delle forze armate”; il tribunale speciale
pronunciò una condanna a 10 anni di penitenziario.
13
cfr. Neugebauer “…..Wien….”
(nota 10) p. 168 segg.
14
cfr. Detlef Garbe: “Il Triangolo Viola – I Bibelforscher (Testimoni
di Geova ) nei campi di concentramento” in: “Dachauer
Hefte”, 10 (1994) p. 3-31; inoltre
Kirsten
John: “Mein Vater wird gesucht – Häftlinge
des Konzentrationslagers in Wewelsburg“.
Essen 1996 (per i Bibelforscher vedere
p. 37 e 135 seg.)
15
Nel campo di Mauthausen, dove i casi di morte erano
frequenti – nel 1940 del 76% - i Bibelforscher, tra i quali gli
austriaci erano in maggioranza, sono stati tormentati con accanimento.Alla fine
del febbraio 1940 si
presentò nel campo una commissione di leva e quando 35 testimoni di
Geova si rifiutarono di firmare il
documento di leva, questi furono metodicamente scorticati fino alla morte.
Nell’inverno del 1939/40 si ebbero temperature di 20-30 gradi sotto zero, e
fame e mancanza di vestiario fecero sì che nei quattro mesi da gennaio ad
aprile 1940 il numero delle vittime tra i 143 Testimoni di Geova (Situazione del
1.1.1940) ammontasse a 52 o 53 (il 36,37%). Il 18.2.1940
25 Bibelforscher ebbero “la
fortuna” di essere trasferiti a Dachau. Informazioni da Evelyn Le CH.ne:”
Mauthausen. The History of a Death Camp”, London 1971, p. 182; Erwin Gostner: “1000
giorni nel campo di concentramento. Un rapporto dai campi
in Dachau, Mauthausen e Gusen”, Mannheim 1946, p. 96; Hans Marsalek:”La
storia del campo di Mauthausen”. Una Documentazione.
Ed. Comunità del lager Mauthausen, Vienna (2) 1980. p. 273
16
Heinrich Christian Meier: “ É
stato così. La vita nel campo di concentramento Neuengamme”,
Hamburg 1946, p. 31 seg.
17
cfr. Detlef Garbe: “Non devi ammazzare. Obiettori di coscienza
1939-1945”, in: Norbert Haase/Gerhard Paul, ed. “Gli
altri soldati. Sovvertimento delle forze armate, rifiuto dell’ubbidienza e
diserzione nella Seconda Guerra Mondiale”, Frankfurt am Main 1995,
p.85-104.
18
Informazioni prese dal saggio “Comunità
religiosa dei testimoni di Geova -
vittime della persecuzione” redatto
da Franz Aigner il 18.1.1998