Triangolo Viola - Il sito

I testimoni di Geova: il nostro Olocausto
Il Giorno 14 gennaio 2001
ediz. Milano

Fonte http://ilgiorno.monrif.net/chan/76/10:1712299:/2001/01/14

I testimoni di Geova: il nostro Olocausto

I Testimoni di Geova italiani non hanno dimenticato i loro compagni trucidati nei campi di sterminio nazisti. Per ricordare questa triste pagina della loro pur breve storia, i seguaci di Charles Russel hanno organizzato ieri una importante iniziativa che si è svolta presso il Centro Congressi di via Corridoni con il patrocinio della Regione, della Provincia e del comune. Una manifestazione che, ben lontana dai connotati confessionali e dottrinali, ha voluto essere una testimonianza storica e culturale di una tra le tante minoranze perseguitate dai nazisti. Nella sala gremita, si è svolto un dibattito al quale sono intervenuti i senatori Carlo Besostri, Gianfranco Maris ( presidente dell'associazione nazionale ex deportati) ed Enzo Bettiza, l'onorevole Giuliano Pisapia e i docenti universitari Raffaele Mantegazza e Attilio Agnoletto. È stato proiettato anche un filmato curato in collaborazione con il Museo dell'Olocausto di Washington nel quale sono state raccolte le testimonianze di alcuni deportati che ebbero la fortuna di ritornare da quell'inferno : «Anche i testimoni di Geova - ha dichiarato Giuseppe Di Biasi, responsabile della Congregazione milanese - hanno pagato un durissimo contributo. Nella sola Germania più di diecimila praticanti furono imprigionati e marchiati con un triangolo viola solo perchè professavano un culto diverso. Duemila furono trucidati nelle camere a gas essendosi rifiutati di sottoscrivere la lettera di abiura alla loro religione. Abbiamo voluto ripresentare questa pagina della nostra storia perchè non è mai tardi ricordare uomini, donne e bambini eliminati senza una vera ragione. 
di Gigi Baj


Testimoni di Geova, ricordato l'olocausto
Il Resto del Carlino 14 gennaio 2001 
ediz. Ancona

Fonte http://ilrestodelcarlino.monrif.net/chan/22/16:1709853:/2001/01/14

Testimoni di Geova, ricordato l'olocausto

JESI - La memoria dell' Olocausto è ancora molto forte nei testimoni di Geova, che ieri hanno ricordato a Jesi con un convegno e un video la loro 'shoà, la persecuzione sistematica di 10 mila persone unite da un unico credo religioso, duemila delle quali sterminate nei campi di concentramento. 
Una storia ancora semisconosciuta, quella della persecuzione sistematica avviata fin dalla primavera del '33 da Hitler: proprio dalle file degli 'studenti biblicì (come i testimoni di Geova si chiamavano in Germania) si contarono i primi arrivi nel campo di concentramento di Dachau. Era il 1934. Il triangolo viola cucito sulla casacca a strisce li distingueva come dissidenti religiosi del regime nazifascista. Pacifisti e obiettori di coscienza i testimoni di Geova furono tra i primi a denunciare le violenze naziste, e fin dal '38 diedero conto con una intensa attività di stampa clandestina del massiccio arrivo degli ebrei nei campi di sterminio. «Caso unico nella storia dell' Olocausto - ha raccontato Roberto Ferrati, rappresentante circoscrizionale della congregazione - ai testimoni di Geova le SS offrivano la libertà in cambio della sottoscrizione di un foglio di abiura. Ma pochissimi aderirono, i più preferirono morire in nome della fede». Il sindaco Marco Polita e la vice sindaco Katia Mammoli sono intervenuti al convegno «per dire no a ogni tentativo revisionista». 

 

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