- Le " vittime dimenticate " del regime nazista -

FAQ (Frequent Asked Questions)
Risposta alle vostre domande e obiezioni
più frequenti.


1.Ho letto che l'olocausto è un invenzione degli ebrei? E' successo realmente? I nazisti hanno davvero ucciso delle persone nelle camere a gas dei campi di concentramento?

2.Ho sentito dire su una radio cattolica di un antisemitismo dei testimoni di Geova e di una collaborazione da parte loro con Hitler. Ci sarebbero dei documenti che lo provano. Quali sono? Dove sta la verità?

3.Prego aggiungere almeno dopo zingari la voce CRISTIANI  PROTESTANTI E CATTOLICI tra i quali si possono segnalare vittime illustri come BONHOEFFER, EDIT STEIN (proprio perché Ebrea convertita), padre Kolbe. Cordialissimamente Don #####

4.Sono una studentessa di un liceo scientifico. Nel mio libro di storia viene indicato che il triangolo viola contraddistingueva i preti nei lager e non i testimoni di Geova. Chi ha ragione?

5.Quanti (e chi) testimoni di Geova ITALIANI sono stati rinchiusi nei campi di concentramento nazisti?

6.Posso aggiungere un link al vostro sito?

7.Perchè la storia di 'queste' vittime del nazismo dovrebbe interessarmi?

8.I Testimoni di Geova hanno tentato d'ingraziarsi come altre chiese il favore di Hitler e dei Nazionalsocialisti poco dopo il loro avvento al potere?

9.Perché per tanto tempo non si è parlato di questa storia? In sostanza come mai solo oggi, a distanza di tanti anni, si parla di persecuzione nazista delle minoranze e in particolare dei testimoni di Geova?

10.Quante furono i testimoni di Geova vittime del nazismo?

11.Chi fu il primo obiettore di coscienza della storia italiana e del dopoguerra?

vedi anche I Bibelforscher erano una "sètta"? Perchè alcuni usano dire 'geovisti'? ed altre domande.. [link esterno]

Se vuoi inviarci qualche domanda, inerente la storia dei Triangolo Viola  inviala alla redazione Redazione@triangoloviola.it
Riceverai una risposta personale. Se la domanda è di di interesse generale inseriremo la tua domanda con la risposta in questa sezione.

Sulle domande generiche sull'olocausto invece consulta il documento "36 domande sull'olocausto" preparate dal Simon Wiesenthal Center. 


1.    Ho letto che l'olocausto è un invenzione degli ebrei? E' successo realmente? I nazisti hanno davvero ucciso delle persone nelle camere a gas dei campi di concentramento?

    Dal 1977 qualche storico ha avanzato delle tesi "revisioniste" della storia che affermano cose del genere. La realtà è che la stragrande maggioranza degli studiosi considera queste tesi un offesa sia alla storia che alle vittime delle atrocità naziste. Per ovvie ragioni non abbiamo la testimonianza dei milioni di vittime dei campi di sterminio, rimane però la testimonianza di migliaia di sopravissuti e anche di alcuni militari tedeschi che parteciparono agli eccidi. Anche in questo caso i "revisionisti" affermano che si tratta di testimonianze false o estorte, ma possiamo dire che è impossibile costruire una menzogna di questa portata mentre sono viventi migliaia di testimoni oculari. Inoltre, è interessante notare che al processo di Norimberga la linea di difesa dei gerarchi nazisti non era negazionista, ma si difendevano dicendo "abbiamo solo obbedito agli ordini". . . A quel tempo nessuno, neppure i diretti accusati, si sognavano di negare le gravissime accuse di stermino che erano rivolte loro. Ecco cosa confessarono alcuni ufficiali nazisti in merito:

    Rudolf Höss, ex comandante del campo di Auschwitz, si lamentò: ‘Credetemi, non era sempre un piacere vedere quelle montagne di cadaveri, sentire continuamente l’odore di bruciato’. Egli disse pure con "stupita disapprovazione che i Sonderkommandos [reparti speciali] composti da ebrei erano pronti, per ottenere un prolungamento della loro vita, a prestare il loro aiuto nell’uccisione con il gas dei propri compagni". (Il volto del Terzo Reich, di Joachim C. Fest, Mursia, 1970, trad. dal tedesco di L. Berlot, p. 445). Per vedere  brani dall'autobiografia di Höss.

    "Inconsapevolmente, ero diventato un ingranaggio nella grande macchina di sterminio del Terzo Reich". "Il Reichsführer delle SS [Himmler] inviava spesso alti funzionari del Partito e delle SS ad Auschwitz, affinché assistessero alle operazioni di sterminio degli ebrei. Alcuni di costoro . . . diventavano molto silenziosi e pensosi". — Comandante ad Auschwitz, Einaudi, 1985, trad. dal tedesco di G. Panzieri Saija, pp. 137, 166.

    "Continuavano ad arrivarne altri e altri ancora, e non avevamo i mezzi per ucciderli. . . . Le camere a gas non ce la facevano a smaltire il carico". — Franz Suchomel, ufficiale delle SS

    Queste testimonianze, e molte altre ancora, potrebbero non essere credute, ma ci sono. Ognuno è libero e responsabile di dar credito alle opinioni di chi più gli aggrada ma crediamo che la mole di testimonianze dirette da parte di migliaia di persone meriti maggior rispetto.


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2.    Ho sentito dire su una radio cattolica di un antisemitismo dei testimoni di Geova e di una collaborazione da parte loro con Hitler. Ci sarebbero dei documenti che lo provano. Quali sono? Dove sta la verità?

    La posizione dei Testimoni di Geova durante il nazismo è stata unica nel suo genere ed è tuttora una forte lezione per tutti gli amanti della pace e dei valori civili. Esiste una ricca bibliografia che testimonia la decisa contrapposizione dei Testimoni di Geova nei confronti del regime nazional-socialista. Era una contrapposizione diversa da quella dei comunisti, non aveva una radice politica e non si esprimeva in azioni volte a rovesciare il regime. Consisteva piuttosto in una resistenza passiva all'ideologia totalitaria del nazismo, sopratutto in campo militare, e in un'attività di denuncia pubblica dei crimini che venivano commessi. Un presunto antisemitismo e collaborazionismo dei Testimoni di Geova avrebbe bisogno di un contorno storico ben diverso da quello esposto sopra e che ha una infinita documentazione.

    Di solito per sostenere che i Testimoni di Geova erano antisemiti e che si volevano ingraziare il regime alcuni presentano una "Dichiarazione dei fatti" del 1933 e la lettera di un responsabile dei Testimoni in Germania.Questi documenti sono stati tradotti in italiano da copie di testi originali in buone condizioni e messe a disposizione a i nostri lettori.  Bisogna dire che la documentazione dovrebbe essere più apprezzabile per l'accusa che si vuole sostenere. Ad ogni modo, nella "Dichiarazione" vengono sottolineate espressioni come:

    "Siamo stati accusati falsamente dai nostri nemici di aver ricevuto aiuti finanziari per la nostra opera dagli ebrei. Niente è più lontano dalla verità. Fino ad ora gli ebrei non hanno dato nemmeno un centesimo per la nostra opera".

    "Sono stati gli affaristi ebrei dell’impero britannico-americano che hanno creato e sostenuto il mondo dell’alta finanza per sfruttare e opprimere i popoli di molte nazioni".

    "Un attento esame dei nostri libri e delle nostre pubblicazioni dimostrerà chiaramente che questi espongono, difendono e evidenziano con vigore gli stessi elevati ideali sostenuti e promulgati dall’attuale governo nazionale, e mostrano che sarà Geova Dio a far sì che al tempo opportuno questi siano conseguiti da tutti coloro che amano la giustizia".

    Per dare il giusto valore a queste dichiarazioni e non rischiare di farne un uso strumentale bisogna tener conto dell' ambiente storico e politico. I Testimoni di Geova venivano dipinti dalla propaganda nazista come degli emissari del sionismo ebraico, come diffusori di idee comuniste ebraiche e cose simili. Queste accuse erano completamente false e con questa "Dichiarazione" i Testimoni di Geova volevano informare il Governo su come stavano realmente i fatti, ovvero i fatti sul loro presunto "sionismo". Evidentemente il linguaggio usato era volto principalmente a liberarsi dell'etichetta di "sionisti" ed assicurare il regime che non erano in nessun modo implicati con le ideologie ad esso legate, il che era la verità. Forse pensavano che questo avrebbe sortito un allentamento delle minacce naziste, che comunque poi non si è verificato. Se si vuol presentare questa Dichiarazione come un "tentativo" di compromesso crediamo che si voglia fare un processo alle intenzioni dei Testimoni di Geova di allora, una scelta di dubbio gusto dopo quello che è successo e che non interessa al nostro sito. 

    Non desideriamo neppure prestare le nostre pagine a simili tesi che, crediamo, non rispettino la storia così come nei siti dell A.N.E.D. ( Associazione Nazionale Ex Deportati) e del C.D.E.C. (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) non viene dato spazio ai cosiddetti revisionisti dell'Olocausto. Per avvalorare un'accusa così grave come quella di "antisemiti" crediamo che sia necessario presentare ben oltre alcune frasi di una sola Dichiarazione. Viceversa, numerose prese di posizione e denunce dei testimoni di Geova in relazione all'antisemitismo nazista smontano definitivamente l'accusa. Ne riportiamo due a titolo di esempio:

    "Il Diavolo ha messo al potere il suo rappresentante Hitler, un individuo di mente perversa, crudele, iniqua e spietata . . . Egli perseguita spietatamente i Giudei perché essi furono il popolo che aveva stretto un patto con Geova del quale portavano il nome, e perché Cristo Gesù era un Giudeo".Fascismo o libertà, pubblicato nel 1939 dalla Watch Tower Bible and Tract Society, pagina 11.

    "Quando la Germania iniziò la Blitzkrieg [guerra-lampo] in Polonia c’erano 3.500.000 ebrei . . . , e se le notizie che raggiungono il mondo occidentale sono esatte la loro distruzione sembra in corso". 
Consolazione
pubblicato nel Giugno 1940 dalla Watch Tower Bible and Tract Society 

    Per quanto riguarda il "collaborazionismo" con l'ideologia nazista il discorso è pressoché identico. I Testimoni di Geova qualificarono fin da subito l'ideologia nazista come "diabolica". Nel 1929, più di tre anni prima che Hitler salisse al potere, l’edizione tedesca dell’Età d’Oro affermava con coraggio: "Il nazionalsocialismo è . . . un movimento che sta agendo . . . direttamente al servizio del nemico dell’uomo, il Diavolo". L’Età d’Oro del 4 gennaio 1933, alla vigilia dell'insediamento di Hitler,  diceva: "Incombe la minacciosa ombra del movimento nazionalsocialista. . .".  E' difficile presentare una faccia "collaborazionista" ad un regime che aveva sotto gli occhi queste chiare prese di posizione. Oltre alle dichiarazioni esplicite sul nazismo, nelle pubblicazioni dei Testimoni di Geova  era spesso rimarcata la loro totale neutralità in politica e la convinzione che tutti i regimi totalitari erano espressione del demonio. Pertanto, anche le espressioni della "Dichiarazione" del 1933 inerenti alla "comunanza degli ideali" con il programma di governo vanno lette alla luce del peculiare momento storico in atto e della minaccia che incombeva sui Testimoni. Alcuni "ideali comuni" ad esempio potevano essere la famiglia e la libertà religiosa, presenti anche nel programma nazional-socialista. Crediamo sia del tutto comprensibile questo estremo tentativo di mostrare al regime che i Testimoni di Geova non erano affatto una "minaccia" per lo Stato. Tramutare questo atto come un tentativo di "collaborazionismo" è indice di un'intelligenza che non vorremmo avere. Crediamo che gli argomenti per sostenere un presunto compromesso morale dei Testimoni siano del tutto strumentali e di fonte non molto imparziale.

    Documenti disponibili on-line sul tema della Dichiarazione:

Articoli disponibili on-line sul tema della Dichiarazione:

Pubblicazioni dei testimoni di Geova che smascheravano il regime nazista. Tratto da The Golden Age


Pubblicazioni dei testimoni di Geova che smascheravano il regime nazista.
Tratto da the Golden Age
 (Attuale Svegliatevi!)

Vignetta della stampa nazista per mettere in guardia la popolazione contro la predicazione dei Testimoni di Geova i quali vengono falsamente accusati di comunismo ebraico.

Vignetta della stampa nazista per mettere in guardia la popolazione contro la predicazione dei Testimoni di Geova i quali vengono falsamente  accusati di comunismo ebraico 

Questi schemi di campi di concentramento conparvero nelle pubblicazioni dei testimoni del 1937



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3.Prego aggiungere almeno dopo zingari la voce CRISTIANI  PROTESTANTI e CATTOLICI tra i quali si possono segnalare vittime illustri come BONHOEFFER, EDIT STEIN (proprio perché Ebrea convertita), padre KOLBE. Cordialissimamente Don #####.

Non si è voluto tacere in nessun modo la coraggiosa testimonianza dei vari Stein, Kolbe ecc. Nomi che tutti conoscono in quanto se ne parla ampiamente già nei libri di testo delle scuole dell'obbligo. Il sito affronta principalmente il martirio dei Testimoni di Geova per la caratteristica unica che questo movimento ha mostrato in quegli anni bui della storia europea recente, pagine ingiustamente ignote alla maggioranza. In un elenco delle "categorie" perseguitate dal nazismo non possono essere inclusi "singoli" che si comportarono per lo più come "eccezioni" della categoria religiosa alla quale appartenevano. E' noto che le categorie degli internati erano sette o otto, tutte contrassegnate da questi specifici simboli sull'uniforme:

I simboli per contraddistinguere i prigionieri in diversi campi nazisti.

 I Testimoni di Geova (o Bibelforscher) avevano il triangolo viola, gli omosessuali quello rosa, i comunisti quello rosso ecc.

E' storicamente impossibile menzionare i cattolici e i protestanti fra le "categorie" dei perseguitati in quanto questi erano prevalentemente sostenitori del nazismo e gli stessi carnefici professavano principalmente queste fedi religiose con l'appoggio delle loro gerarchie ecclesiastiche. 

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4.Sono una studentessa di un liceo scientifico. Nel mio libro di storia viene indicato che il triangolo viola contraddistingueva i preti nei lager e non i testimoni di Geova. Chi ha ragione?

Come documentato dai tabelloni ancora esposti in molti musei degli ex-campi di concentramento in essi (visibili in tutti i musei degli ex lager) sono riportati i colori dei triangoli di stoffa che servivano per classificare i prigionieri.  Se avrete modo di visitare in un museo del genere noterete che i triangoli sono rosso per i prigionieri politici, verde per i criminali, rosa per gli omosessuali, giallo per gli ebrei (stella di Davide), etc. Affianco al triangolo di colore viola è scritto Testimoni di Geova o Bibelforscher ù. Non noterete alcun triangolo atto a indicare gli appartenenti ad altre confessioni.

Ogni tanto qualcuno fa confusione su questo argomento pensando che Bibelforscher sia un riferimento a generici studenti biblici [traduzione dal tedesco] che potrebbero includere anche il clero Cattolico o protestante. In realtà Bibelforscher indica il nome con cui l'associazione religiosa dei testimoni di Geova era registrata in Germania. "Internationale Vereinigung der Ernsten Bibelforscher". Nel 1 Aprile 1935 fu varata in Germania una legge nazionale che metteva al bando gli Ernste Bibelforscher. Il nome 'Testimoni di Geova" è un nome adottato da tale gruppo religioso solo negli anni 30, e questo spiega perché il governo tedesco non scrisse Testimoni di Geova ma Studenti Biblici sui pannelli ancora esistenti  nei lager.. 

Per questi motivi storici possiamo dire che il triangolo viola era il segno caratteristico riservato solamente ai testimoni di Geova.

Vedi solo ad esempio i seguenti articoli in inglese da siti di musei, di matrice ebraica o di altre minoranze perseguitati :
 
JEVISH VIRTUAL LIBRARY: http://www.us-israel.org/jsource/Holocaust/markings.html

UNITED STATES HOLOCAUST MEMORIAL MUSEUM http://www.ushmm.org

HOLOCAUST FORGOTTEN http://www.holocaustforgotten.com/Jehovah.htm

HOLOCAUST HISTORY http://www.holocaust-history.org/questions/triangles.shtml

INTERNATIONAL MEMORIE DACAU http://www.scrapbookpages.com/Dachau/dachautour18b.html

UNITED STATES HOLOCAUST MEMORIAL MUSEUM http://www.ushmm.org

Un esempio di una tabella con tutti i colori caratteristici dei prigionieri è visibile in originale in queste pagine di siti esterni oppure ad alta definizione nel nostro sito a questa pagina.

http://www.pink-triangle.org/ptps/symbol.html
  -
http://www.igc.org/ddickerson/dachau-badges.html
http://www.fedglobe.org/issues/pride/PINKTRIA.PDF -
http://www.vittime-dimenticate.ch/testimonianze/simboli.htm

 

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5.Quanti (e chi) testimoni di Geova ITALIANI sono stati rinchiusi nei campi di concentramento?

Dalle nostre ricerche risultano tre Testimoni di Geova italiani deportati nei campi di concentramento nazisti.
E precisamente: 

  • Salvatore Doria, di Cerignola. Deportato prima a Dachau e poi nel campo di Mauthausen.

  • Hochrainer Luigi, di Campo di Trens. Imprigionato nel lager di Munchen Steidlheim. La moglie, una testimone austriaca venne condannata a morte e ghigliottinata.

  • Narciso Riet, di Cernobbio. Deportato prima a Dachau e poi a Berlin-Plotzensee. Processato e condannato a morte del 1944, venne giustiziato poco prima della liberazione.  Vedi  la Sentenza di condanna a morte di Narciso Riet. Dicembre 1944

Narciso Riet, di Cernobbio. Deportato prima a Dachau e poi a Berlin-Plotzensee. Processato e condannato a morte del 1944, venne giustiziato poco prima della liberazione.  Vedi  la Sentenza di condanna a morte di Narciso Riet. Dicembre 1944
Foto di Narciso Riet 

Salvatore Doria, di Cerignola. Deportato prima a Dachau e poi nel campo di Mauthausen.
Foto segnaletica di Salvatore Doria


E' sicuramente un numero esiguo di fronte al numero dei testimoni deportati dalla Germania, dall'Olanda, dall'Austria o dalla Polonia, ma bisogna ricordare che i testimoni di Geova in Italia erano un numero esiguo, e molti erano stati mandati al confino dalla polizia fascista. 

Per altre informazioni sulla posizione dei testimoni di Geova in Italia, consultare anche I Testimoni di Geova durante il regime fascista ed anche il Compendio storiografico sui testimoni di Geova dal 1891 al 1945.

 

 

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6.Posso creare un link al vostro sito? 

Sì. nella pagina sito.html troverai specifiche istruzioni. Ti ringraziamo anticipatamente per questo servizio.

 

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7.Perchè la storia di 'queste' vittime del nazismo dovrebbe interessarmi? 

Proponiamo due testi, che evidenziano l'importanza di interessarsi a quest' argomento e lasciamo che sia il lettore, dopo un'attenta analisi dei testi che seguono, a darsi una soddisfacente risposta.


Nessun uomo è un'isola, chiusa in se stessa, ogni uomo è una parte del continente, una parte del tutto. Se una zolla è strappata dal mare, l'Europa è più piccola, così come il promontorio, la casa del tuo amico, la tua stessa casa: la morte d'ogni uomo mi diminuisce, perché io sono parte dell'umanità, e quindi non chiedere mai per chi suona la campana; essa suona per te".

John Donne, poeta inglese del XVII secolo.



"Quando i nazisti sono venuti a prelevare i comunisti, 
    non ho detto niente, 
    non ero comunista.

Quando i nazisti sono venuti a prelevare i socialisti,
    non ho detto niente,
    non ero socialista.

Quando sono venuti a prelevare i sindacalisti,
    non ho detto niente,
    non ero sindacalista.

Quando sono venuti a prelevare gli ebrei,
    non ho detto niente,
    non ero ebreo.

Poi sono venuti a prelevare me,
    ma non rimaneva più nessuno 
    per dire qualcosa".

Martin Niemöller 1945  (1892-1984)
Teologo protestante sopravissuto a un campo di concentramento.
(E' possibile leggere usa sua citazione sui Triangolo Viola cliccando qui)

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8.I Testimoni di Geova hanno tentato d'ingraziarsi come altre chiese il favore di Hitler e dei Nazionalsocialisti poco dopo il loro avvento al potere?

    Abbiamo scelto di rispondere a questa domanda, citando il parere di eminenti storici non testimoni di Geova, che hanno scritto nero su bianco nei loro libri cosa pensavano dell'argomento dopo aver soppesato con attenzione tutti i fatti. Clicca qui per leggere questi commenti.

 

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9. Perché per tanto tempo non si è parlato di questa storia? In sostanza come mai solo oggi, a distanza di tanti anni, si parla di persecuzione nazista delle minoranze e in particolare dei testimoni di Geova?

    Risponde a questa domanda lo storico Claudio Vercelli dell'istituto storici Salvemini di Torino. Clicca qui .

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10. Quanti furono i testimoni di Geova vittime del nazismo?

   
E' difficile dare risposte complete. Questi valori sono calcolati secondo le prove documentarie, quindi sono per difetto.

Vittime del nazismo secondo il paese di provenienza.

Nazione  
Numero di Testimoni e dei loro figli prima dell'inizio della persecuzione Numero di coloro che persero il posto di lavoro, che furono multati o internati o i cui figli furono loro tolti Numero di Testimoni internati nei campi di concentramento o nelle prigioni naziste Numero di bambini vittime del regime

Numero di Testimoni giustiziati  

(o deceduti)


Numero di Testimoni giustiziati come obiettori
AUSTRIA 600   541 60 155 54
BELGIO 375   10   3  
FRANCIA 1510   143 60 11  
GERMANIA 25000 10000 6262 397 2000  
ITALIA 120   3   1  
LUSSEMBURGO 23   22      
OLANDA 450   456   131  
POLONIA 1039   487   200  
REP. CECA 600   62   14  
SLOVACCHIA 570   184   3  
UCRAINA non noto   126   7  
UNGHERIA 1100   300   42  

 


11. Chi fu il primo obiettore di coscienza della storia italiana e del dopoguerra?

Questa domanda trae spunto dall'articolo comparso su Il Manifesto del 18 maggio 2004 nel quale si riferisce che Pietro Pinna rappresenta il primo obiettore di coscienza del dopoguerra, indicando la data del 1948 come l'anno il cui lo stesso rifiutò di indossare la divisa.

Oltre a precisare che la data fu il 1949 e non il 1948 l'anno in cui Pinna presa questa coraggiosa decisione, c'è da rilevare che non fu nemmeno il primo obiettore di coscienza del secondo dopoguerra.

Prima però di dar corso a questa precisazione è opportuno ricordare che il primo obiettore di coscienza di cui si ha ricca documentazione della storia italiana fu il testimone di Geova Remigio Caminetti, il quale nel lontano 1916, nel pieno della prima guerra mondiale, rifiutò di indossare la divisa. ( si rimanda il lettore per l'approfondimento a questa pagina )

Altri pionieri dell'obiezione di coscienza furono Vittorio Giosuè Paschetto condannato a 11 anni di reclusione dal Tribunale Speciale e Aldo Fornerone inviato al confino, entrambi condannati nel 1939.

Tornando al Pinna, come già detto, non fu egli il primo signorNò del dopoguerra, ma come riportato nel libro Minoranze Coscienza e dovere della memoria (Jovene Editore Napoli 2001) nel capitolo dal tema Obiettori: ieri e oggi curato da Bruno Segre, avvocato e direttore del periodico L'Incontro di Torino, fu certo Rodrigo Castello di Pietralcina, pentecostale, che nel 1947 fu condannato e successivamente prosciolto dal Tribunale Militare per amnistia.

Fa seguito nel 1948 il testimone di Geova Enrico Ceroni, che dopo essere stato sottoposto a perizia psichiatrica fu condannato a una pena mite: 5 mesi e 20 giorni di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena.

Fu solo dopo il Castello e il Ceroni, e quindi terzo in ordine di tempo, che ne 1949 si affaccia nella scena del nostro paese Pietro Pinna che per il suo rifiuto fu condannato a 10 mesi con la condizionale.

Se pur terzo in ordine di tempo tra gli obiettori del secondo dopoguerra ,c'è da dire che fu certamente il primo per la risonanza che il suo caso ebbe tra l'opinione pubblica italiana e internazionale contrariamente agli altri casi che passarono sotto silenzio.


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