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ANCHE TU PASSERAI PER IL CAMINO

Grande affluenza per la serata sull'Olocausto organizzata dai Testimoni di Geova

LA CITTA'  - PERIODICO DI INFORMAZIONE DI CINISELLO BALSAMO
5 APRILE 2001 - CULTURA PAG. 12 -

IO, SOLDATO TEDESCO

LA CITTA'  - PERIODICO DI INFORMAZIONE DI CINISELLO BALSAMO
5 APRILE 2001 - CULTURA PAG. 12 -

 

Anche tu passerai per il camino

CINISELLO BALSAMO - La fede, religiosa o politica, non è bastata a molti per sfuggire ad una morte atroce nei lager nazisti. AI contrario. Chi invece è tornato a casa, ancora uomo nonostante tutto, sa che se non si è trasformato in bestia rinchiusa in un recinto grazie proprio alla fede.
In una sala gremita da oltre 450 persone si è svolto lo scorso 28 marzo, presso il cinema Marconi, un incontro organizzato dai Testimoni di Geova per testimoniare la loro sorte nella Germania nazista. Anche per loro, che rifiutavano di alzare la mano nel saluto nazista e che si dichiaravano obiettori di coscienza, la follia di Hitler prevedeva la stessa sorte di altre fedi, di altri popoli: lo sterminio.
In tempi di revisionismo storico, di riletture degli avvenimenti che arrivano a negare l'esistenza dei campi di concentramento e di sterminio, il merito che va riconosciuto a questo incontro è quello di aver portato in primo piano la memoria di quegli avvenimenti, solo apparentemente così lontani. 
Lontana può apparire quella crudeltà, quasi incredibile. Cosa potrà pensare un quindicenne delle prossime generazioni di fronte a immagini come quelle che sono state proiettate? Chi ascolterà quando gli ultimi sopravvissuti saranno stati portati via dallo scorrere del tempo? Confonderanno tra realtà e finzione cinematografica? Crederanno a quelle atrocità o saranno immunizzati dagli effetti speciali? Quello della memoria, del ricordo, è un fardello con il quale hanno fatto i conti per primi i sopravvissuti, rinchiusi nel loro dolore; un dolore che ha mostrato le piaghe solo di fronte all'incredulità altrui.
"In molti facevamo lo stesso sogno mentre eravamo internati - racconta primo Levi - ovvero quello di essere liberati, di tornare a casa, raccontare con sollievo dell'orrore che ci circondava... e di non essere creduti". Non servono, a nostro parere, altre parole oltre quelle dello scrittore suicida per giustificare in questo caso l'importanza della memoria.
Il moderatore della serata, Renato Onesti, ha brevemente spiegato le ragioni dell'incontro, anche lui citando Primo Levi. Alessandro Biassoni, Vice Sindaco, ha quindi sottolineato la vicinanza dell'Amministrazione comunale a queste iniziative. Le parole del ministro del culto Guido Aiello hanno poi introdotto la proiezione delle immagini di "Saldi di fronte all'attacco nazista" , efficace testimonianza che include interviste a sopravvissuti e reduci
Davvero di grande efficacia l'intervento seguente, quello dell'Assessore Ezio Meroni, che ha tracciato un percorso storico dell'intolleranza, da quella nazista a quella più vicina a noi nel tempo, cime nel caso dell'ex Jugoslavia.
Ultimo intervento quello di Andrea Jarach, ebreo, ideatore e realizzatore dell'opera 'multimediale "Destinazione Auschwitz", oltre che produttore del documentario sulla Memoria. "Se tutte le altre Chiese - ha affermato Jarach - avessero resistito come hanno fatto i Testimoni di Geova, probabilmente la storia sarebbe stata diversa".
G.P. Favalli

IO, SOLDATO TEDESCO

LA CITTA'  - PERIODICO DI INFORMAZIONE DI CINISELLO BALSAMO
5 APRILE 2001 - CULTURA PAG. 12 -

Io, soldato tedesco

CINISELLO BALSAMO - Che cosa, conoscevano i tedeschi di quello che stava succedendo nel loro Paese riguardo l'Olocausto ? Non sapevano? Fingevano di non sapere? Mettevano in atto un meccanismo di rimozione di fronte all'evidenza? Si voltavano "dall'altra parte"?
Tra le testimonianze che si sono succedute nel corso della serata, quella di Enrico Bauer ha toccato ;questo delicato tasto.
Nato in Alto Adige, terra di confine, il signor Bauer chiede ed ottiene la nazionalità tedesca prima della seconda guerra mondiale. Allo scoppiare della guerra si trova così arruolato nell'esercito tedesco. Enrico Bauer "Sembra incredibile, lo so, ma l'esercito non sapeva quello che la Gestapo stava facendo. Ho i combattuto su diversi fronti - ci ha detto  - Norvegia, Germania, Italia, ;Croazia, ma solo alla fine della guerra ho saputo di questo orrore. Il tutto si svolgeva nella massima segretezza, noi pensavamo di combattere una guerra, non di essere complici delle idee di sterminio di Hitler".
Terminata la guerra Enrico Bauer incontra i Testimoni, e da soldato di Hitler diventa soldato di Geova. Diventato missionario, in Italia incontra Emma, sua moglie, figlia di un deportato 
Internato nei campi di sterminio. "A quei tempi ero una bambina - racconta Emma - e vivevo in Baviera in una casa a pochi metri dalla stazione. Una sera sentii arrivare dai binari invocazioni e grida; la curiosità dei bambini mi spinse fino al treno, le guardie mi fermarono, ma feci in tempo a vedere volti e braccia che spuntavano dai carri bestiame fermi in stazione.
Due giorni dopo, con altri amici, seguii i binari, questa volta spinta da qualcosa di diverso dalla curiosità; trovammo il treno abbandonato in mezzo alla foresta - conclude Emma - i soldati tedeschi erano scappati precipitosamente incalzati dai russi".
Al di là dei singoli casi, come quelli che abbiamo presentato, la questione di "chi sapeva" è ancora al centro di animate discussioni.
(fgp) 

 

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